domenica 25 novembre 2012

DARIA BIGNARDI:L'ACUSTICA PERFETTA



 
Non pensavo che Daria Bignardi, nota conduttrice del programma Le invasioni barbariche trasmesso su La7,  fosse una così brava scrittrice. Il suo terzo romanzo intimistico -psicologico “L’acustica perfetta” (Mondadori) è interessante, scorrevolissimo e estremamente irritante.
Il quindicenne italo-tedesco Arno incontra la tredicenne genovese Sara ed è per lui subito un coup de foudre, mentre per lei una semplice avventura pre-adolescenziale estiva. Trascorrono sedici anni e i due si rincontrano (per caso?) e dopo pochi mesi si sposano. Tredici anni di matrimonio e tre figli e, poi, Arno, professore di orchestra, violoncellista alla Scala di Milano, quattro giorni prima del giorno di Natale, trova una lettera della moglie con la quale gli comunica che se ne è andata per vivere un periodo da sola (dove e per quanto tempo non si sa) e lascia a lui il compito di stare con i figli.
Passano quattro mesi e solo poche e mail gli pervengono dalla moglie nonostante feste comandate e compleanni. I figli e i nonni proseguono le proprie esistenze come se nulla fosse. Solo Arno non si da pace e decide di iniziare le ricerche per capire dove sia la moglie e il perché del suo gesto. Attraverso gli stessi amici e parenti e le persone legate nel passato a Sara, Arno scopre verità sul passato di lei a lui completamente ignote. Il finale è inaspettato e, a mio parere, dovrebbe far inquietare qualunque persona c.d. normale: se la condotta tenuta della  protagonista del  bel lavoro della Bignardi fosse stata posta in essere da un uomo, de minimis gli sarebbero stati conferiti i titoli onorifici  di mascalzone e spregevole (o, in alternativa, abominevole) essere di sesso maschile che ha abbandonato moglie e figli, lasciando ogni onere, fatica e responsabilità alla derelitta consorte.
Stimolanti due riferimenti letterari: il primo al poeta vissuto nell’Appennino tosco –emiliano a cavallo fra l’ottocento e il novecento Dino Campana: “Le vite degli uomini, quando incominciano storte, nemmeno Dio le raddrizza.”; il secondo al grande drammaturgo russo Tolstoj: “Chi è felice ha ragione”.
Altrettanto splendide sono le descrizioni paesaggistiche della Sardegna, dei suoi boschi e del suo mare, dei  suoi colori, delle sue onde e i suoi odori, dove Sara e Arno trascorrono la loro felice luna di miele, e della fragranza dei profumi intensi delle piante, degli alberi e degli arbusti  che colorano le Alpi Apuane e le distese della  campagna toscana.

Fabrizio Giulimondi.

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