giovedì 29 gennaio 2015

‘’SOUMISSION’’ DE MICHEL HOUELLEBECQ

Certains livres devraient non seulement être lus par tous, mais ils devraient également être obligatoires dans les écoles de tous types et de tous niveaux (avec quelques coupes bien entendu).
«Soumission» (Flammarion Groupe) de l’écrivain Français Michel Houellebecq, dont la vie est désormais blindée depuis la publication de ce livre.
Soumission en arabe se dit ‘’islam ‘’. Parce que islam signifie justement soumission.
Soumission absolue de l’être humain à la volonté de Allah.
Soumission absolue de la femme à la volonté de l’homme.
Soumission absolue du citoyen / du sujet à la volonté du gouverneur théocrate, parce que l’umma est un unicum et il n’y a en aucun cas distinction entre sphère politico-institutionnelle, et celle religieuse-spirituelle.
‘’Soumission’’ est un roman de politique irréelle (mais jusqu’où irréelle ?) L’histoire se déroule à Paris, une ville qui assiste étourdie aux élections du Président de la République et à la lutte électorale, non entre le parti socialiste de Hollande, l’UMP de Sarkozy, et le Front National de Marine le Pen. Mais entre ce dernier et le parti des Frères Musulmans, guidé par le ‘’modéré’’ Mohammed Ben Abbes, qui grâce au soutien de la gauche gagnera le second tour des présidentielles.
Le lecteur troublé, dans une lente angoisse grandissante, découvrira, entre rappel littéraire et philosophique, une narration structurée de manière artistico-archéologique, et une description pornographique ponctuelle, très détaillée, presque excessive, des péripéties sexuelles du protagoniste.
Qu’arrivera-t-il à la société française? A la société belge? On le découvrira fatalement dans les dernières pages du livre, le futur de l’Europe : ‘’…C’était donc l’Islam qui avait aujourd'hui repris le flambeau…L'Eglise catholique était devenue incapable de s'opposer à la décadence des mœurs… Il fallait se rendre à l'évidence : parvenue à un degré de décomposition répugnant, l'Europe occidentale n'était plus en état de se sauver elle-même’’.
 Bonne lecture!
Fabrizio Giulimondi





venerdì 23 gennaio 2015

"SOTTOMISSIONE" DI MICHEL HOUELLEBECQ

Sottomissione
Ci sono libri che non solo andrebbero letti da tutti ma dovrebbero essere resi obbligatori nelle scuole di ogni ordine e grado (seppur con qualche “taglio”).
“Soumission” (Bompiani) dello scrittore francese Michel Houellebecq, la cui vita ora è blindata dopo la pubblicazione di questo libro.
Soumission” in italiano si traduce “sottomissione” e in lingua araba “islam”, perché islam vuole dire sottomissione.
Sottomissione assoluta dell’essere umano alla volontà di Allah.
Sottomissione assoluta della donna alla volontà dell’uomo.
Sottomissione assoluta del cittadino/suddito alla volontà del governante teocratico, perché la umma è un unicum e non v’è distinzione fra sfera politico-istituzionale e quella religioso-spirituale.
“Soumission” è un romanzo fanta-politico (ma quanto fanta?) ambientato in una Parigi che assiste stordita alle elezioni del Presidente della Repubblica ed allo scontro elettorale, non fra il Partito Socialista di Hollande, l’UMP di Sarkozy e il Front National di Marine Le Pen, ma fra quest’ultimo e il partito dei Fratelli Musulmani guidato dal “moderato” Mohammed Ben Abbes, il quale, grazie all’appoggio della gauche, vincerà il secondo turno delle presidenziali.
Il lettore, con insinuante e lenta angoscia e turbamento, scoprirà, fra un richiamo letterario e filosofico, una narrazione artistico-archeologica e una puntuale, dettagliata quanto eccessiva  descrizione in chiave pornografica delle peripezie sessuali del protagonista, cosa accadrà alla società (ex giacobina) transalpina, poi a quella belga, per  intravedersi, fatalmente, nelle crepuscolari pagine conclusive, il futuro dell’Europa:“…era dunque l’islam, oggi, ad aver preso il testimone. A furia di moine, smancerie e vergognosi strofinamenti dei progressisti, la chiesa cattolica era diventata incapace di opporsi alla decadenza dei costumi….Bisognava arrendersi all’evidenza: giunta a un livello di decomposizione ripugnante, l’Europa occidentale non era più in grado di salvare se stessa…”
Buona lettura!
Fabrizio Giulimondi


venerdì 16 gennaio 2015

"LA TEORIA DEL TUTTO"(THE THEORY OF EVERYTHING") DI JAMES MARSH: PREMIO OSCAR COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA


Locandina italiana La teoria del tutto
Ci sono alcuni film che sono imperdibili, che è obbligatorio gustarli.
Uno di questi è “La Teoria del Tutto” (“The Theory of Everything”) di James Marsh sulla vita del geniale fisico, astrofisico e cosmologo britannico Stephen Hawking (interpretato da un i-n-f-i-n-i-t-a-m-e-n-t-e bravo Eddie Redmayne (Premio Oscar 2015 come migliore attore protagonista e già vincitore del Golden Globe 2015) e di quel gigante di donna che era sua moglie, Jane Wilde-Hawking (le cui vesti cinematografiche sono ricoperte da una commoventemente sublime  Felicity Jones), autrice della biografia da cui è tratta la pellicola: “Travelling to Infinity: my life with Stephen” (“Verso l’infinito”), edita da Alma Books.
Questa opera parla dell’Amore, quello con la A maiuscola, della forza della Vita, del Coraggio, e dell’Amore e del Coraggio che insieme abbattono ogni ostacolo e non consentono in alcun modo alla Vita di soccombere.
Stephen Hawking è una mente eletta e il suo intelletto è imprigionato in un corpo devastato da una patologia inarrestabile. A Hawking hanno dato spietatamente solo due anni di vita da vegetale nel lontano 1963 in quel di Cambridge. Stephen Hawking ha oggi 72 anni ed è ancora in vita,  arricchendo l’Umanità con le sue teorie sul tempo, sul suo inizio e la sua fine, donando ad essa un traguardo: scoprire una “sola, semplice, elegante formula che raccolga il tutto e tutto spieghi”.
Stephen è un uomo che in nome del neo umanitarismo avrebbe dovuto cessare la sua incredibile esistenza in modo medicalmente assistito,  se non si fosse interposta  la volontà indomita nella fede della moglie, perché questo è un capolavoro sulla Scienza e sulla Fede, su Dio e la sua negazione.
Denso, intenso, drammatico, “La teoria del tutto” è avvolto nel fascino dell’Universo, nel mistero della  sua nascita e della sua fine, della sua capacità di espandersi e di ridursi, sino all’ultima particella, fino al  buco nero che lo ha partorito.

Fabrizio Giulimondi


giovedì 15 gennaio 2015

"IL CONFESSORE" DI JO NESBO

Il confessore
E’ arrivato nelle librerie italiane  “Il confessore” (Einaudi) di Jo Nesbo, “L’autore norvegese di crime del momento. Anzi l’autore di crime del momento, punto”(New York Times Books Review).
Il confessore” è un thriller psicologico e introspettivo, che con stile algido (a differenza di quello praticato nella trilogia “Millennium” dello scrittore svedese Stieg Larsson)  costruisce lentamente la sua trama per lasciare tramortiti i lettori nelle pagine finali.
Simon è un poliziotto, un ludopatico e ha un segreto: quale?
Sonny è “il confessore”, è “il Figlio”, è “il ragazzo”, è “il Buddha con la spada”, è “l’angelo venuto dall’inferno” e va in galera volontariamente per reati gravi commessi da altri: perché?
Il “Gemello” è  Rosemary’s baby: ossia? 
Tutti gli dèi della Terra e del Cielo abbiano misericordia di te e perdonino i tuoi peccati…”.


Fabrizio Giulimondi

lunedì 5 gennaio 2015

"AMERICAN SNIPER" DI CLINT EASTWOOD: PREMIO OSCAR COME MIGLIOR MONTAGGIO SONORO


“American Sniper”, insieme a The imitation game, arricchisce quella parte della  galassia cinematografica che si sta avvicinando  al prossimo 22 febbraio (The Oscar nignt) con animo fiducioso, avendo buone possibilità di prendere il prestigioso Premio in qualcuno degli innumerevoli settori filmistici.
Clint Eastwood ci regala un altro straordinario film della sua luminosa e corposa carriera di regista, un film di guerra come non se ne vedevano dai tempi del filone sul Vietnam, intriso di American pride e di amore per la propria Patria.
La storia si basa sull’autobiografia ("American sniper", Mondadori) di Chris Kyle  (interpretato da Bradley Cooper), il migliore dei componenti dei Seal, il gruppo di cecchini che in Iraq, durante e successivamente  alla seconda guerra del Golfo (iniziata nel marzo 2003 e terminata nel dicembre del 2011), protesse i marines nelle azioni belliche contro i terroristi alqaidisti, nella ricerca Al-Zarqawi (il referente di Al Qa’ida in Iraq) e del macellaio, che amava torturare ed uccidere con un trapano elettrico anche solo chi osava parlare con i soldati americani.
Chris Kyle

La filmografia statunitense sul conflitti armati occupa intere monografie e American sniper si ascrive a pieno titolo in questo genere, riprendendone alcuni temi come gli addestramenti ultra massacranti delle reclute (di cui Soldato Jane ne è la stella polare), la ferocia dei combattimenti già efficacemente descritti nelle scene iniziali de Salvate il soldato Ryan di Spielberg, il fascino nell’orrore di una battaglia immersa  in una tempesta di sabbia,  simile agli innumerevoli scontri armati immortalati negli indimenticabili Il Cacciatore, Platoon, Apocalypse now e Full metal jacket.
E il the end, vero, come la vita di Chris Kyle, un’ eroe americano, vero come le esistenze di tanti reduci americani, vero come la loro drammatica conclusione.

Fabrizio Giulimondi



sabato 3 gennaio 2015

"ALAN TURING.STORIA DI UN ENIGMA"DI ANDREW HODGES

“The imitation game” è film straordinario del regista Morten Tyldum tramite il quale si rilevano al mondo le vicende -  sino ad ora segrete – che  hanno robustamente contribuito  alla vittoria contro la Germania nazista al termine della seconda guerra mondiale.
Basato sulla biografia scritta da Andrew Hodges su Alan Turing ("Alan Turing.Storia di un enigma", editore Bollati Boringhieri), la storia narra le gesta intellettuali ed umane di un gruppo di geniali matematici e statistici (geniali nel senso etimologico del termine) capitanati da un gigante dei numeri, del loro studio e del loro incastro, il britannico Alan Turing (borderline fra sociopatia e incapacità comunicativa ed affettiva, fra A beautiful mind e Rain man).
Il team, a Manchester fra il 1939 e il 1941, riuscì a decriptare un inarrivabile codice tedesco ("Enigma") composto da decine di milioni di miliardi di algoritmi, consegnando agli Alleati la possibilità di conoscere in anticipo le mosse belliche del nemico. Non solo: per non far capire alle truppe hitleriane di aver raggiunto la chiave di accesso dell’intricatissimo sistema, Turing, sempre seguendo modelli squisitamente matematici, decideva quali interventi armati germanici contrastare  e quali no, assumendosi la dilaniante decisione “divina” su chi far vivere e chi far morire.
IMPERDIBILE!

Fabrizio Giulimondi