lunedì 18 luglio 2016

"TI RACCONTO DI LEI - RACCONTO DI UNA DONNA STRAORDINARIA" DI ALESSIO FOLLIERI

Ti racconto di lei di Alessio Follieri
Ti racconto di lei – Racconto di una donna straordinaria” (Lampi di Stampa), primo romanzo dello scrittore Alessio Follieri -  Autore di saggi fra il filosofico, il metafisico, il teologico e lo scientifico – in cui sono i dialoghi serrati a fare la parte del leone.
Battito cardiaco accelerato come dopo una lunga corsa.
Il ritmo narrativo non si attenua mai.
Il movimento musicale è allegrissimo.
Chi è Fabio?
Chi è Stella?
Fabio è un giornalista.
Stella è come il nero monumentale - interpretato dal compianto Michael Clarke Duncan – protagonista del film di Frank Darabont “Il miglio verde”.
Fabio ha un passato tormentato e un futuro da costruire di nuovo.
Stella è il dito di Dio della Creazione di Adamo di Michelangelo nella volta della Cappella Sistina.
Stella è la mano che ti afferra quando oramai stai per affogare e la morte è certa e i polmoni stanno per riempirsi di acqua e scoppiare.
Sin da bambina Stella è dotata di “doni” particolari: capacità pranoterapeutiche, di bilocazione, telecinetiche, di assorbimento nel proprio corpo delle sofferenze e delle patologie altrui, che talora si materializzano su di esso tramutandosi in sanguinanti lesioni e ferite.
Fabio è un prodotto della fantasia di Follieri.
Stella no.
Fabrizio Giulimondi

domenica 10 luglio 2016

"CREPUSCOLO" DI KENT HARUF (VOLUME TERZO DELLA "TRILOGIA DELLA PIANURA")


Dettagli prodotto
Siamo giunti al terzo tempo, quello conclusivo, della Trilogia della Pianura di Kent Haruf (NN Editore). Fabio Cremonesi, traduttore dell’opera, dipinge “Crepuscolo” come un lavoro scritto con la tonalità musicale del fa maggiore, “quello della pienezza della vita e degli affetti, della ‘Pastorale’ di Beethoven, ma anche di tante canzoni d’amore”. Concordo. In “Crepuscolo” tutti i rivoli affettivi e interiori che vedono la loro sorgente in Benedizione (http://giulimondi.blogspot.it/2016/07/benedizione-di-kent-haruf-volume-primo.html) e in  Canto della Pianura (http://giulimondi.blogspot.it/2016/07/canto-della-pianura-di-kent-haruf.html) giungono a conclusione, confluiscono nel lago tranquillo dei sentimenti, che sanno di vero, autentico, imperituro, saldo. Anche le scene di sesso sono sommessamente accennate, perché ciò che prevale subito dopo è una immagine di vita familiare, di reciproche tenerezze. “Crepuscolo”, come i due romanzi che lo precedono, è la melodia della quotidianità, dove talora sembra di stare in procinto di una tragedia imminente che però non accade, perché anche il dramma è lenito dalla nobiltà d’animo dei personaggi, nobiltà che tutto lenisce e tutto comprende, tutto ridimensiona e riduce ad uno sguardo, una carezza, un silenzio accogliente e di perdono. Il malvagio esiste ma è accantonato, perché nel mondo di Haruf è perdente sin dall’inizio. Non vi sono eroi ma gente semplice, comune, che vive nei campi e alleva bestiame, studia o è in cerca del grande amore, da cui rimane ingannato e che cercherà ancora in altri luoghi.
Attori e comparse sono tratteggiati sin nelle minuzie, non in un colpo solo ma lungo la narrazione dei tre libri, eroici nella loro normalità, nel loro saper affrontare e superare ciò che la vita riserba ad ogni essere umano.
Crepuscolo” è un canto di serenità, è alba e tramonto, attesa, uno sguardo che mentre si allunga verso il futuro,  si attarda in un malinconico passato.

Fabrizio Giulimondi

martedì 5 luglio 2016

"CANTO DELLA PIANURA" DI KENT HARUF (VOLUME SECONDO DELLA "TRILOGIA DELLA PIANURA")


haruf
Dopo Benedizione di Kent Haruf (già recensito in questo blogsono approdato al secondo volume della “Trilogia della Pianura”, “Canto della Pianura” (NN Editore).
Il vocabolo inglese Plainsong che dà il titolo a questo romanzo indica plasticamente lo stile narrativo in esso seguito: con il termine Plainsong si suole significare il “canto piano”, ossia la forma di canto monodico, senza accompagnamento musicale, diffuso nel Medioevo, come quello gregoriano.
La musicalità del “canto piano” si fonde nelle sonorità della pianura, musicalità e sonorità che divengono parole, segni, lemmi. Storie semplici, comuni, intense nella loro normalità, commoventi perché fatte di sentimenti sinceri. Realtà e surrealismo sono un tutt’uno. La tecnica narrativa, rispetto al precedente lavoro, è più spaziosa, più ampia, più a largo respiro, arricchita da aggettivazioni continue e prorompenti.
Racconti di esistenze: di una ragazzina minorenne incinta ospitata da due fratelli, chiusi agli altri per una vita intera, delicati e affezionati, commoventemente delicati e affezionati nei confronti di questa fragile e forte fanciulla.
Racconti di esistenze: di un insegnate liceale con una moglie oramai fuori di senno ed i suoi due figli, uomo che non si piega di fronte alle prepotenze, fermo e pervicace, scatenato quando i suoi due ragazzi sono vittime di vili soprusi.
Racconti di esistenze: una ragazza incinta, due fratelli asociali che la ospitano, un’insegnante, i suoi due figli, la moglie depressa, vite narrate individualmente, in maniera monadica, in maniera monastica, in maniera solipsistica, che prendono forma in un connubio di affetti e di incontri, di “insieme” che prende il posto all’”Io”.
Holt è un  luogo fisico e immaginario, è la “casa”, è la “Patria” dove tutto ha avuto inizio in Benedizione e tutto avrà la sua conclusione in Crepuscolo.
Holt è il nome di varie cittadine statunitensi, anche se nessuna è in Colorado, perché Holt un po’ ricorda l’“Hora” dei capolavori dello scrittore Arbëreshë Carmine Abate: Holt e Hora sono luoghi geografici e pertugi dell’anima, dove ogni lettore trova la propria dimora.
Il tocco dell’Autore è sempre soffice, il suo sguardo benevolo, tutto si riempie della magia dell’affetto, ogni tratto di penna è carico di attenzione per l’altro, nulla è lasciato al caso.
Sobrietà. Normalità. Quotidianità. Incanto. Bellezza.
Nulla si conclude tragicamente, tutto si risolve nel tenero tocco del “cum patior” che ogni personaggio di Haruf prova nei confronti di un altro essere umano.

Fabrizio Giulimondi

venerdì 1 luglio 2016

"BENEDIZIONE" DI KENT HARUF (VOLUME PRIMO DELLA "TRILOGIA DELLA PIANURA")

Benedizione. Trilogia della pianura Vol. 1
Benedizione” (NN Editore) è il primo volume della Trilogia della Pianura ( gli altri due sono: Il Canto della Pianura e Crepuscolo) del compianto  scrittore statunitense Kent Haruf, vincitore di numerosi prestigiosi premi letterari nordamericani e considerato uno dei più apprezzati autori di quel continente.
Luce soffusa, stile morbido, andamento pacato, ambiente ovattato, toccanti dialoghi talora di sapore onirico, immersi nel racconto e con esso fusi, privi di segni di interpunzione, dando alla tecnica narrativa un leggero vezzo futuristico.
La moglie  e la  figlia che accompagnano Dad verso il commiato finale,  mentre drammi passati come un fiume carsico si affacciano prepotentemente nel presente, non potendosi più protendere in quel domani che non vedrà mai la luce.
Un affresco tratteggiato con colori delicati, tenui, leggeri, di storie di donne e uomini che si  intersecano  l’una con l’altra, sino a  formare una Comunità, dove non vi sono più individualità ma una coralità  di voci di diversa intensità e  tonalità.
L’Autore rende soffice la morte, ammansita dagli affetti più antichi e profondi dei tanti protagonisti e guarda benignamente le loro colpe, tutte  perdonate dal lettore, che giunge all’ultima pagina senza essersi reso  conto di non aver mai interrotto nella lettura di “Benedizione”.

Fabrizio Giulimondi