lunedì 27 febbraio 2023

“IN BUONA FEDE. LA RELIGIONE NEL XXI SECOLO” del CARDINAL GERHARD MÜLLER

 


Siamo asfissiati dalla pochezza e circondati ovunque dalla mediocrità. Il pensiero è ridotto alle poche battute di un tweet e abbassato a cavalier servente di un potere senza confini geografici, un potere anonimo che impone una visuale priva di orizzonti ed eguale per tutti. La materia cancella lo spirito, messo all’angolo da uomini, dietro le quinte, senza volto e scrupoli di sorta.

I polmoni hanno bisogno di ossigeno per far vivere l’essere umano e il cervello necessita di nutrimento culturale per potere vivere, o, almeno, sopravvivere.

La lettura dell’ultima opera del Cardinal Gerhard Müller, teologo di fama internazionale ed inusitato spessore intellettuale, “In buona fede. La religione nel XXI secolo” (Solferino), è la boccata di aria di alta montagna per la mente e l’anima che aspettavamo da tanto, troppo tempo.

Per mezzo di una intervista rilasciata alla vaticanista del quotidiano “Il Messaggero” Franca Giansoldati, Müller almanacca su ogni dimensione del visibile e dell’invisibile, sulle grandi questioni che attanagliano i nostri giorni ed angosciano l’Umanità.

Il lettore entra in contatto con la densità del pensiero, con la sua potenza, con il coraggio di esprimere non una verità, ma la Verità, non adoperando l’intervistato vocaboli che cerchino di relativizzarla. La parola è innalzata alla dignità che merita: la teoria gender è la peste del nostro millennio, il matrimonio è solo fra uomo e donna, Cristo è la Via, la Verità e la Vita. La Chiesa deve ritornare ad avere il coraggio di proclamare il Verbo, senza infingimenti, né intermediazioni o edulcorazioni.

La Chiesa non è una immane ONG e la Dottrina non deve essere resa pensiero debole o sincretico, frutto di compromesso con il mondo laico e laicista, o con le altre confessioni religiose.

Il paganesimo, il materialismo e il globalismo, governato dalle regole della finanza e della economia, stanno, ogni giorno di più, togliendo l’anima agli uomini, ridotti a vivere un presente permanente, disarticolati da se stessi e dal proprio passato, proiettati verso un futuro descritto soltanto come un conglomerato di emergenze, da quella sanitaria a quella bellica e climatica.

Se l’uomo si priva della visione escatologica diviene un grumo di cellule che consumano, rischiando costantemente di essere sottoposto a tirannidi terribili, come nel passato il nazismo ed il comunismo, tutt’ora presente nella popolatissima Cina.

Le analisi geo-politiche e le riflessioni teologiche, storiche, antropologiche e filosofiche punteggiano con acribia le risposte del Cardinal Müller, che giunge all’unica conclusione possibile: l’essere umano, qualora cancelli Dio dalla propria esistenza, crea le condizioni per essere schiavo di se stesso e soggiacere a regimi che, anche senza carrarmati e torture, lo opprimeranno togliendogli la propria libertà e la propria dignità.

Mi chiedo che passi in avanti possano consentire alla Chiesa tanti nuovi documenti e ristrutturazioni se poi alla base mancano persone aventi un riconosciuto peso intellettuale e spirituale. Si dovrebbe dare per scontato che vi sia la buona volontà di lavorare per la Chiesa senza fare i propri interessi, senza sgomitare per puntare alla carriera, senza nepotismi, senza clientelismi.”.

Fabrizio Giulimondi