mercoledì 6 ottobre 2021

FABRIZIO GIULIMONDI: "SOSTENIBILITÀ E SICUREZZA ALIMENTARE DOPO LA PANDEMIA"

 

 Made In Italy - Foto e Immagini Stock - iStock

Il cibo è nutrimento, scoperta, piacere, convivialità. La pandemia ci ha insegnato quanto tutto questo sia più che mai vero.

Durante il lockdown ed il "coprifuoco" le famiglie si sono riunite certamente di più fra di loro, avvertendo maggiormente la necessità di mettere a tavola cibo di qualità, pietanze fatte con prodotti di eccellenza.

Il Made in Italy in quel periodo non è stato solo un'espressione usata e abusata, bensì una realtà con cui ogni italiano si è confrontato ogni giorno.  

Prodotti alimentari e cucina della tradizione sono un vero e proprio patrimonio culturale che trae origine da passione, professionalità, ingegno e fantasia di agricoltori, artigiani e cuochi. La sicurezza alimentare è la base imprescindibile su cui gli operatori culinari ed agricoli poggiano la loro arte. Oggi il cibo non è più semplicemente una “fonte di sostentamento”, ma un modo per stare bene, per divertirsi, per sperimentare, per "fare comunità".

È cresciuta l’attenzione verso i cibi salubri e salubri.

La ricerca della qualità e della tipicità del prodotto è ritenuta oggi un fattore rilevante da ben l’87,6% degli italiani, inducendo questi ultimi (ma certamente anche gli stessi turisti) a cercare luoghi dove trovare pietanze godendo, oltre dell'area turistica che si visita, anche di quel certo piatto, di quel determinato vino, di quella specifica birra, di quel particolare vino o distillato. L’enogastronomia è cultura, connessione tra persona e territorio, “strumento” privilegiato di veicolo di quei valori che il consumatore contemporaneo desidera sperimentare, ossia: rispetto della cultura e delle sue tradizioni, autenticità, sostenibilità ambientale, rispetto della Natura e benessere psico-fisico.

Sostenibilità e sicurezza alimentare si inverano nell'antica tradizione culinaria rappresentata dalla Dieta Mediterranea, iscritta dall'Unesco il 16 novembre 2010 nella prestigiosa Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

Lo stesso Comitato ha ritenuto che: “…  La Dieta Mediterranea costituisce un insieme di abilità, conoscenze, pratiche e tradizioni che spaziano dal paesaggio alla tavola, che comprendono le coltivazioni, il raccolto, la pesca, la conservazione, lavorazione, la preparazione e, in particolare, il consumo degli alimenti. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, che consiste principalmente di olio d’oliva, cereali, frutta e verdura fresca o secca, una quantità moderata di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, nel rispetto delle credenze di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) riguarda più che i semplici alimenti. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti comuni rappresentano la pietra angolare delle usanze sociali e degli eventi festivi. Essa ha dato origine a un considerevole corpo di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. Si tratta di un sistema radicato nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e artigianali legate alla pesca e all’agricoltura nelle comunità mediterranee. Le donne rivestono un ruolo particolarmente vitale nella trasmissione delle competenze, nonché della conoscenza di rituali, gesti e celebrazioni tradizionali, e nella salvaguardia delle tecniche.”.

La Dieta Mediterranea è la dieta più studiata dalla comunità scientifica: oltre 5000 lavori scientifici sono stati pubblicati sull’argomento dal 1984 ad oggi, con un trend esponenziale che non accenna ad attenuarsi. L’impatto sulla salute è dimostrato da ormai settant'anni di ricerche scientifiche e le linee guida nutrizionali in diversi Paesi del mondo si rifanno specificatamente al modello mediterraneo al fine di promuovere la salute dei cittadini durante tutto l’arco della loro vita. La Dieta Mediterranea rallenta l’invecchiamento, potenzia il sistema immunitario, previene le patologie neoplastiche, metaboliche e degenerative e aiuta a contrastare i disturbi del comportamento alimentare. La Dieta Mediterranea è l'autentica realizzazione della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale: prodotti agroalimentari, rispettosi dell'ambiente e dell'ecosistema, che si trasformano in portate di alta qualità e di garanzia per la salute di ognuno di noi. Il Legislatore italiano (AS 2241 "Disposizioni sulla promozione e valorizzazione della dieta mediterranea") si sta premurando di normare la dieta mediterranea, specie in questo periodo post-pandemico, proprio per tutelare al meglio e in modo efficace ed incisivo la materia alimentare.

La protezione della Dieta Mediterranea va di pari passo con quella del territorio, con l'ottenimento di una produzione agricola primaria sana, di qualità, ottenuta con metodi eco-compatibili e nel rispetto delle regole, attenta alla salute del consumatore e rispettosa delle tradizioni ma aperta all' innovazione. La Dieta Mediterranea esalta la biodiversità delle fonti alimentari e l’armonica combinazione degli ingredienti tenendo conto della loro qualità, quantità e frequenza di assunzione nella piramide alimentare. Nella Dieta Mediterranea converge in modo palese l'abilità culinaria, la tradizione, la cultura ed i territori. Le evidenze scientifiche nel loro insieme dimostrano come gli alimenti più calorici (come le proteine o i grassi di origine animale) siano limitati alla regione apicale della piramide alimentare, mentre frutta e verdura ne costituiscono la base. La Dieta Mediterranea tende a non modificare gli ingredienti naturali, limitandosi ad esaltarli e combinarli rispettandone la vocazione dei territori, la stagionalità e la sostenibilità ambientale ed economica. Il risultato di questo connubio tra scienza, cultura e tradizione è alla base di una cucina eccellente, ampia e diversificata, appetibile nel gusto, godibile nei sapori, attrattiva nei colori e capace di generare salute e benessere. In questo processo il nostro Paese è leader europeo indiscusso e può vantare il primato dei prodotti agroalimentari a "denominazione di origine" e a "indicazione geografica" riconosciuti dall'Unione europea: 314 prodotti agroalimentari e 526 vitivinicoli.

La Dieta Mediterranea - secondo il best diet ranking 2021 elaborato dal network statunitense U.S. News & World Report - nell’anno del Covid si è classificata come migliore dieta al mondo davanti alla dash e alla flexariana. Il primato generale della Dieta Mediterranea è stato ottenuto grazie al rispetto di cinque specifiche categorie: prevenzione e cura del diabete, difesa del cuore, mangiare sano, componenti a base vegetale e facilità a seguirla.

In Italia si registra un aumento medio del 9,7% dei consumi nel 2020 dei prodotti simbolo della Dieta Mediterranea, come l'olio extravergine d’oliva, la frutta e la verdura, fino alla pasta. A guidare la classifica della spesa mediterranea in Italia – come riporta Coldiretti – è la frutta con un incremento degli acquisti dell’11%. Al secondo posto l’olio extravergine d’oliva dove i consumi aumentano del 9,7%, davanti a verdura, con una crescita del 9%, e pasta (+8.9%), grazie al boom fatto registrare da penne e spaghetti certificati, fatti con grano 100% Made in Italy.

Ad essere avvantaggiate sono state le esportazioni nazionali di conserve di pomodoro (+17%), pasta (+16%), olio di oliva (+5%) e frutta e verdura (+5%), che hanno raggiunto in valore il massimo di sempre. Anche negli Stati Uniti nel 2021 la Dieta Mediterranea è diventata prototipo di stile di vita salutare, bilanciato e amico dell’ambiente.

L'incremento della attenzione per il cibo che si mette a tavola comporta e comporterà un inevitabile aumento dell'attenzione per l'ambiente che ci circonda, per l'uso di tecnologie agricole sempre più avanzate e rispettose dei territori e, non da ultimo, per il prezioso, competente ed abile lavoro degli operatori di questo meraviglioso universo eno-agro-gastronomico e Green: gli agricoltori in veste anche di custodi dell'ambiente e del territorio. 

Fabrizio Giulimondi

lunedì 27 settembre 2021

"FERMARE PECHINO. CAPIRE LA CINA PER SALVARE L'OCCIDENTE"di FEDERICO RAMPINI (MONDADORI)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Quasi tutto ciò che è stato detto sull'America di Trump durante il suo mandato,  dal gennaio 2017 al gennaio 2021, è risultato falso o inutile ... Sul Covid e lockdown, da subito i democratici hanno abbracciato la linea  dura e si sono autopromossi come i veri difensori della scienza; ma in realtà i distanziamenti sono stati ignorati durante i cortei di Black Lives Matter; due leader di sinistra molto in vista come Nancy Pelosi e il governatore della California Gavin Newsom hanno trasgredito il lockdown per andare dal coiffeur, partecipare a banchetti esclusivi, volare alle Hawaii.".

Un Federico Rampini scoppiettante ci presenta un suo nuovo lavoro "Fermare Pechino. Capire la Cina per salvare l'Occidente" (Mondadori). Rampini ci fa respirare una boccata di ossigeno in mezzo ad un asfissiante ed insopportabile Pensiero Unico, avendo il coraggio di illustrare con chiare parole la collocazione della Cina nello scenario politico ed economico internazionale, la sua responsabilità nella diffusione della pandemia, lo scarso pensiero democratico della Sinistra liberal americana, oltre la somiglianza dell'azione governativa di Biden a quella del vituperato Trump.

Il racconto delle vicende è puntuale, dettagliato e scientifico, corredato da una ampia documentazione ricca di dati anche aventi rilievo statistico. Alcune periodi più che letti vanno studiati. "Fermare Pechino" è un libro impegnativo e di grande interesse, che aiuta a scoprire che dentro l'apparente monolitico "Politicamente corretto" si trovano personalità eretiche che palesano pubblicamente dissenso e dubbi.

Alcuni passaggi sono significativi e fanno ben comprendere al lettore la notevole valenza dello scritto.

"L'altro evento del 2020 che ha creato panico in una parte della società americana è stato l'uso della morte di George Floyd per giustificare l'anarchia e lo smantellamento della legge ... Nel corso del 2020 gli omicidi sono aumentati del 30 per cento, con punte ancora maggiori nelle città governate da sindaci di sinistra (New York e Los Angeles, per esempio) che hanno operato i tagli più immediati e consistenti alle risorse delle forze dell'ordine. ... Alcune zone del centro cittadino sono state 'liberate' dalla polizia. Il risultato è stato un'escalation di sparatorie e di omicidi.".

Micidiali le parole sulla Cina con cui Rampini conclude la sua riflessione: "La tragica vicenda di Hong Kong potrebbe insegnarci qualcosa. È un segnale d'allarme in molte direzioni. Xi ha distrutto quella piccola oasi di uno Stato di diritto, e non sta pagando alcun prezzo. A garantirgli l'impunità non ci sono solo i nostri Trenta Tiranni, cioè le nostre multinazionali e grandi banche per le quali pecunia non olet. Anche nella società civile, nei mezzi d'informazione, tra gli intellettuali e tra i giovani, tanti pensano che i <<valori dell'Occidente>> siano un'espressione ipocrita, un mito da sfatare, un'impostura da smascherare.".

Assolutamente da leggere, per approfondire, con il supporto di Federico Rampini, un tema di primaria (mi si passi il pessimo superlativo "primarissima") importanza ed evitare, così, di suicidarci a livello ordinamentale, culturale, storico, sociale ed antropologico.

Fabrizio Giulimondi