martedì 21 luglio 2026

“TUTTI I COLORI DEL BUIO" di CHRIS WHITAKER (EINAUDI)

 


La tua vita. O almeno una parte. Dipingila con tutti i colori che conosci, così che io possa vederla, che noi possiamo vederla”.

Romanzo di grande fascino quello partorito dalla mente di Chris WhitakerTutti i colori del buio” (Einaudi), 740 pagine di pura potenza artistica, articolato e complesso come lo è solo il cervello umano, non incasellabile in un determinato genere letterario.

Il viso di Patch è coperto da una benda come un pirata. Patch viene dal buio e vive ne buio, ben conoscendo, però, l’arte dei colori. Patch cerca Grace perché lo scantinato lo ha segnato per sempre. Patch non sa se Grace esista davvero o è il prodotto allucinatorio del buio dello scantinato. Patch cerca Grace perché: “Lei era una costellazione impossibile da mappare. Era bella e odiosa, nuvole temporalesche e pioggia estiva”. Patch dipinge e rapina banche. Patch ha salvato la bella e ricca Misty da un terrifico destino e il destino accomuna Patch e Saint che ha fatto un patto con Dio.

Non v’è personaggio che non sia decritto e, quindi, percepito dal lettore nella sua interezza, nella sua fisicità, nella sua intimità.

La grande letteratura americana è tornata con le tracce dell’immancabile bullismo e il ballo di fine anno perché è la vita che viene offerta al pubblico, la vita in tutta la sua tragicità e nelle sue pieghe più nascoste e macabre. Il dolore, è un libro sul dolore e sul riscatto, sulla lotta e il coraggio contro le tempeste e le avversità, sulla speranza contro la probabilità del male, sulla luce che si insinua come lingua di fuoco nella densità delle tenebre.

In Patch e Saint la colpa e l’innocenza di confondono in un binomio eroico.

Norma, Eli Aaron, Charlotte, Sammy, Marty Tooms, la signora Meyer e ancora molti altri protagonisti, co-protagonisti, non protagonisti e comparse giganteggiano nel Bene e nel Male, tutti crepitanti in una narrazione nella quale il rosso si mescola con l’arancione per fondersi nel giallo e mischiarsi all’ocra. Il racconto lumeggia come le tinte di un dipinto di Patch che evoca un passato che la sua mente non riesce ancora a comprendere.

È una adolescenza che non finisce, ostacolata da ricordi orribili che non si dissipano all’imbrunire ma si moltiplicano per ripresentarsi come esattori senza scrupoli il mattino dopo. Nel buio sono precipitati alcuni ragazzini e nel buio sono costretti a vivere loro malgrado.

Gli amori indimenticabili che si alimentano e si consumano perché condannati ad una danza dove ci si avvicina per poi allontanarsi immediatamente dopo.

Grace è una ossessione senza fondo, senza via di uscita, un buco nero che gravita intorno al dubbio: chi era con Patch in quello scantinato? Un assillo che, espandendosi, inquina e contamina, aggiunge ombre ad un futuro che stenta a decollare.

Le decine di adolescenti scomparse nel nulla sono il clangore di sottofondo della storia: “Le ragazze scomparse, sono come uno sfarfallio di luce su una mappa buia. Ne vedo uno e mi dirigo verso di esso, ma si spegne prima che io arrivi. E poi un altro”.

Il trauma cresce, lievita, si gonfia, si ingigantisce, riempie e rimpolpa ogni singola locuzione, ogni singolo tracciato letterario. L’irrisolto si decuplica, implode ed esplode, si incarna e disincarna.

L’intelaiatura è profondamente spirituale e la morale è nel pathos del racconto. Dio è il Grande Presente del libro.

La vedeva in una miscela di colori: la pelle titanio, terra d’ombra cangiante e alizarina; i suoi occhi blu di Prussia, i capelli striati scuri ammorbiditi con terra di Siena e colpi di luce”.

Fabrizio Giulimondi

mercoledì 15 luglio 2026

"ELECTION DAY" di GIORGIO AMATO

 


Election day” di Giorgio Amato è un flimetto simpatico, a tratti divertente, entro la traiettoria della commedia italiana dei malintesi e degli equivoci, purtroppo del tutto ideologicamente orientato, la cui conclusione è costituita dalla convinzione che chi non accetta coppie omosessuali, immigrati e tutte le imposizioni ideologiche della Sinistra ha il cervello mangiato da un batterio.

Gli attori sono volti noti del cinema italiano (Angela Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Antonio Gerardi, Maria Amelia Monti): della Finocchiaro mi piace ricordare le sue gesta durante una trasmissione televisiva, quando disse ad un gruppo di ragazzini che i loro padri erano delle “merde”.

Fabrizio Giulimondi




venerdì 10 luglio 2026

"I CONVITATI DI PIETRA" di MICHELE MARI (EINAUDI): VINCITORE DEL PREMIO STREGA 2026

 


Il vincitore del Premio Strega edizione 2026 è il romanzo “I convitati di pietra” di Michele Mari (Einaudi).

22 luglio 1975 - 22 luglio 2051.

Milano. 77 incontri conviviali.

La prima è una cena fra trenta ragazzi diplomati l’anno precedente.

Ogni anno ripetono lo stesso rituale nella stessa data.

In mezzo c’è una riffa.

Ogni anno ognuno mette una somma di denaro in un fondo.

Gli ultimi tre che rimarranno in vita si divideranno la somma, una somma cospicua.

Sono trenta, poi tre, poi uno.

Il tempo avanza insieme alle malattie e l’inevitabile Ossuta.

È un romanzo sul tempo, sul suo avanzare, sul cinismo, su amicizie impreviste, sulla ossessione pornografica, sul crimine per denaro, sulla superficialità e la profondità, sulla fragilità fisica e mentale.

I contorni delle personalità dei personaggi si rendono più marcati nel trascorrere degli anni e delle cene.

Il fluire della storia mette a fuoco caratteri, miserie e eleganze dell’animo.

La letteratura è strettamente interconnessa con il cinema e quest’ultimo con i fumetti. I colori si mischiano in un unico colore del tutto nuovo, nitido nella sua confusione, confuso nel suo nitore, perché è il caos a potare il nuovo ordine e solo l’ordine fa cessare il caos.

Gene Hackman è un convitato di pietra. I compagni di classe che non vi sono più sono convitati di pietra.

Sono ventinove i convitati di pietra.

Fabrizio Giulimondi

mercoledì 1 luglio 2026

“AFTER LIFE - QUAL È IL TUO RICORDO PIÙ BELLO?” di KORE'EDA HIROKAZU

 


After Life - Qual è il tuo Ricordo più Bello?” del giapponese Kore'eda Hirokazu non tratta artisticamente un tema nuovo, ma certamente lo affronta con una tonalità ben diversa da quella occidentale: il passaggio dalla vita alla morte.

Da “Il Paradiso può attendere” degli americani Warren Beatty e Buck Henry al nipponico “After Life” vi è un sistema solare di distanza.

Questa pellicola prodotta nel Sol Levante è onirica, magica, poetica, riflessiva, dalle movenze lente, gli sguardi assorti e i visi contemplativi, nulla a che vedere con l’action movie targato a stelle e strisce.

Certamente il film è destinato ad un target di pubblico ben preciso, che un tempo avremmo definito da cinema “d’essai”.

Le tinte chiaroscurali ovattano le immagini ben facendo percepire lo stato privo di tempo e di spazio che vivono le anime, in cerca del più bel ricordo della loro vita per poter transitare definitivamente nell’Aldilà.

Fabrizio Giulimondi




mercoledì 17 giugno 2026

“DISCLOSURE DAY” di STEVEN SPIELBERG

 


Sua Maestà il Cinema Steven Spielberg torna alla sua amata fantascienza con “Disclosure Day”, riprendendo narrazioni e luci che richiamano “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e “E.T. l’extra-terrestre” .

Anche qui ci sono due prescelti, anche qui un uomo e una donna: la giornalista televisiva Margaret Fairchild (Emily Blunt) e il matematico Daniel Kellner (Josh O'Connor), con l’innesto di natura spirituale rappresentato dalla ex novizia Jane Blankenship (Eve Hewson). È proprio quest’ultima a dettare il tracciato riflessivo della pellicola: “Perché in un universo così immane dovremmo esserci solo noi?” … “Tu credi in Dio ma non credi più agli uomini”.

La costruzione della storia si snocciola piano piano rendendosi sempre più intellegibile agli spettatori, sino a giungere al “Giorno della Rivelazione”, fino al messaggio alieno il cui contenuto non sarà dato conoscere, lasciandolo alla immaginazione del pubblico che, forse, ben capirà quale esso sia.

Un racconto costruito impeccabilmente calato nel rischio imminente dello scoppio della terza guerra mondiale a cui, forse, può porre rimedio la saggezza di una lontana civiltà.

Una rivelazione dirompente può costruire o distruggere? E' meglio sapere o non sapere?

La verità è che la fantascienza non esiste e non è mai esistita, essendo soltanto un’anticipazione artistica della realtà.

Fabrizio Giulimondi

 



domenica 14 giugno 2026

FABRIZIO GIULIMONDI: "HYMN TO THE HUMAN INTELLIGENCE"

 


Don't outsource your intelligence to Artificial Intelligence.

Don't just seek for the solution, the final product, but work on the process, on the reasoning, on the research: research comes first and is more important than the solution.

Don't be afraid of making mistakes: mistakes help us grow and become better; mistakes help us improve research and what we're researching. Error is like doubt: both are needed to become better as people and as scholars.

Artificial Intelligence focuses only on the final answer and erases everything else: the questions, the doubt, the research, the effort of connecting knowledge and science. Believe in your intelligence and in your abilities, which are far superior than the fictitious digital, technological, and computer ones.

Dear PhD Students, plan, always plan. Make the future a perpetual construction site. Make your intelligence, your culture, and your preparation the building blocks of a new tomorrow. Read, read a lot, always study and stay up-to-date, get informed from multiple sources, write, analyze the facts, and don't settle for the opinions of the "scientist" of the moment, because he might just be the "servant" of the moment. Always look "behind the scenes," because the "front" could be false. Doubt with creative doubt, because to innovate, you need to doubt. May the words of the great Italian poet Montale be your warning and guiding star: "Further beyond." Your horizons know no bounds: always go "Further beyond".

Fabrizio Giulimondi

FABRIZIO GIULIMONDI: "INTERVENTO CONCLUSIVO"

 


"Ragazzi progettate, progettate sempre. Fate del futuro un cantiere in eterna costruzione. Fate della vostra intelligenza, della vostra cultura e della vostra preparazione i mattoni di un nuovo Domani. Lasciate ai mediocri "l'accontentarsi" e agli stolti di credere a ciò che le masse dicono o che lo Scientismo impone. Il Covid ha insegnato a che livello di menzogna si può arrivare e come le masse possano essere docilmente plasmate. Controcorrente è chi ha il coraggio di opporsi all'aborto, all’eutanasia, alle invenzioni ideologiche gender ed omosessualiste che vogliono sostituire l'ovvio con una plateale menzogna; è controcorrente chi combatte per l'unica famiglia che esiste, ossia quella naturale. Abbiate il coraggio di dire SI quando tutti dicono NO e NO quando tutti dicono SI, perché se esiste qualche cosa da combattere strenuamente è la massa perché la massa non ha un cervello ma solo un pensiero imposto ed eterodiretto. Leggete, leggete tanto, studiate sempre e aggiornatevi sempre, informatevi presso più fonti, scrivete, analizzate i fatti e non adagiatevi al pensiero dello "scienziato" di turno perché costui potrebbe solo essere il "servo" di turno. Guardate sempre il "dietro le quinte" perché il "davanti" potrebbe essere falso. Ricordatevi che chi nella Germania degli anni '30 avesse parlato di campi di sterminio sarebbe stato qualificato "complottista". Dubitate con un dubbio creativo, perché per innovare bisogna dubitare e non v’è innovazione più grande di quella che mantiene le sue radici nella Natura (non nell'ideologico Ambiente), nella Tradizione e nella visione giusnaturalistica della persona.  Le parole del grande poeta italiano Montale vi siano da monito e da stella polare: "Più in là". I vostri orizzonti non hanno confini: andate sempre "Più in là".

Fabrizio Giulimondi