lunedì 20 aprile 2026

"ELEGIA AMERICANA" di J.D.VANCE

 


Gli Stati Uniti raccontati da J.D.Vance nel 2017 in “Elegia americana” (Garzanti) - con trasposizione filmica nel 2020 ad opera di Netflix - sono quelli dei diseredati, delle famiglie povere e disoccupate che conoscono solo il linguaggio della violenza e della aggressione verbale, sono gli Stati Uniti degli hillbilly, dei montanari nella accezione più negativa, dei cafoni, dei burini.

Una narrazione morbida e ruvida, di grande interesse e bellezza nei suoi lati oscuri, perché l’adolescenza del futuro Vice Presidente degli States è stata vissuta con una madre tossica, entro un perimetro di brutalità e del tutto privo di orizzonti.

Il riscatto arriva attraverso lo studio. Il riscatto arriva attraverso la vita. Il riscatto arriva grazie all’amore vero e costante dei nonni materni, perché di “padri” J.D.Vance ne ha avuti cinque!

La famiglia stabile è alla base di tutto e tutto può salvare e redimere, mentre i nuclei familiari “mobili”, “liquidi” e “multiformi”  destrutturano individui e comunità.

Le radici a cui è radicato l’essere umano sono strettamente connesse alle radici piantate e annaffiate da un nonno e nonna, da una sorella ed una zia.

Il gergo dei cazzotti e degli insulti muta in una nuova forma di relazione, pacifica e costruttiva.

L’amore di una fidanzata poi moglie fa intravedere orizzonti prima oscurati.

Il cambiamento non lo portano i servizi sociali ma la volontà umana e una nuova tensione morale. I servizi sociali sono sullo sfondo, strumento ancillare della lotta di una persona che scopre o riscopre la Fede e, così, un nuovo paradigma esistenziale.

L’odore di stallatico della campagna del Kentucky confluisce nel tono intimo, malinconico e sentimentale di un così amabile e abile stile letterario.

Fabrizio Giulimondi