venerdì 4 febbraio 2022

“IL QUARTETTO RAZUMOVSKY” di PAOLO MAURENSIG (EINAUDI).


La letteratura vera, possente, densa, emozionale e emozionante non necessita di perdersi in voluminosi libri, ma può dimorare in spazi fatti di poche decine di pagine.

La bellezza artistica è espressa da linguaggio, anima, mente e sangue condensati nella vibrazione di una unica corda emotiva.

È dentro questi confini immaginifici e stilistici che si colloca la nuova splendida opera del friulano Paolo MaurensigIl quartetto Razumovsky” (Einaudi). Leggerla vuole significare assumere una nuova visione dell’esistenza, guardando la propria da un angolo prospettico sino ad allora sconosciuto.

La musica armoniosa di violini e viole cozza con la realtà umana degli autori, quella musica così antica, austera, melodiosa e sognate contrasta con la brutalità sanguinaria dei loro esecutori: sono mani che hanno torturato che pizzicano le corde del violino, muovono abilmente l’archetto.

Beethoven, omosessualità, arte e nazismo in una miscela narrativa esplosiva.

Chi non è musicista, chi non ha mai suonato in gruppo, non potrà mai capire il legame che si crea nel momento dell’esecuzione di un brano, neppure in una pièce teatrale si ottiene quel grado di intesa che si raggiunge in un dialogo strumentale. Le nostre personalità sembrano fondersi in una sola. Tutto ciò che esiste attorno a noi si cancella, e ci troviamo in una dimensione in cui la realtà cambia nella forma e nel significato.”.

Leggerete pentagrammi in forma di pagine che raccontano storie narrate con un intenso fraseggio musicale ove irromperà il suono acuto di un violino, acuto come l’urlo di dolore di un uomo straziato. La bestiale inumanità dell’uomo convivrà nell’animo nobile di un musicista, componente di un quartetto chiamato “Razumovsky”

Il passato sta franando dietro di me, vivo nel presente: ogni giorno è il primo giorno. Non c’è più né ieri né domani. Senza un passato non si può immaginare il futuro.”.

Fabrizio Giulimondi


Nessun commento:

Posta un commento