mercoledì 25 ottobre 2023

"VICO DEI MIRACOLI. VITA OSCURA E TORMENTATA DEL PIU' GRANDE PENSATORE ITALIANO" di MARCELLO VENEZIANI (RIZZOLI)

 




Quando abbiamo a che fare con Marcello Veneziani siamo ben consci di imbatterci nella densità di un pensiero che si impone sugli effluvi culturali imposti alle masse.

Vico dei miracoli. Vita oscura e tormentata del più grande pensatore italiano” (Rizzoli) accompagna il lettore nelle pieghe misteriche della filosofia di Giambattista Vico, entro i confini del “Cilento mistico e magico, agreste e patriarcale, parco di parole, generoso di frutti”, della “napolitudine” e delle mura perimetrali di una Napoli esoterica, alchemica, mistica e magica.

Veneziani, con suo stile antico e affascinante, effettua una indagine endoscopica dell’opera vichiana e del suo sommo lavoro “La scienza nuova”: “opera unica, inimitabile in cui convergono saperi diversi che s’intrecciano: storia e filosofia della storia, archeologia e antropologia, filologia e letteratura, scienza e diritto”.

Vico contrasta l’Illuminismo che oppone la scienza alla fede, affasciando entrambe nell’“unità di mito, religione e filosofia, legati in principio della poesia”.

Come Dante, Vico vuol collegare “cielo e terra, storia e metafisica, mito e realtà” con acutezza e profondità, ma anche in modo criptico, quasi oracolare. Non potrebbe essere altrimenti in una Napoli barocca e metafisica, bagnata dal Mediterraneo ponte fra Oriente e Occidente: “Non possiamo estraniare il pensiero di Vico dalla storia e dai luoghi in cui è stato concepito; è pensiero profondamente italiano, latino, mediterraneo, cattolico, meridionale, partenopeo”. Assistiamo in questo saggio all’inveramento del senso più autentico del genius loci.

Le riflessioni interpolate da inflessioni dialettali proiettano le pagine di Veneziani oltre il nostro tempo ed il nostro spazio, nel tempo e nello spazio che furono di Vico, non appartenenti più ad un tempo storico o ad uno spazio geografico, ma all’”Ultroneo”, a ciò che non è più qui ma nell’“Altrove”.

Il Mito, che permea le ultime opere di Marcello Veneziani, allunga il suo sguardo dalla Grecia classica e la Roma imperiale agli abbozzi di strade napoletane settecentesche e alle coste di una Campania spagnola, asburgica e borbonica reduce da antiche glorie, non più viventi ma oramai eterne.

Fabrizio Giulimondi

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