“Illusione” di Francesca Archibugi è un film intenso – con qualche sbavatura e
talvolta surreale - durante il quale lo
spettatore non riesce a distrarsi sia per la trama che per la recitazione degli
attori, tutti di ottima stoffa (Jasmine
Trinca, Vittoria Puccini, Michele Riondino, Francesca Reggiani, Aurora
Quattrocchi, Filippo Timi, Anastasia Doaga), una recitazione tratteggiata
da una profonda espressività dei volti.
La
protagonista, la prostituta rumena quindicenne Rosa Lazar, è interpretata da
una brava e vivace Angelina Andrei,
capace di una interpretazione del proprio ruolo con l’intera sua fisicità,
dalla mimica facciale alla luminosità degli occhi sino alla continua movenza del
corpo.
La Archibugi è stata brava a rendere la
tragicità della storia senza passare per la truculenza delle immagini, facendo
intuire sesso e violenza in chiave ellenica.
Indubbiamente
interessante è lo studio non solo dei singoli personaggi (la “vergine moldava”
e sua madre, la giudice, lo psicologo, il vicequestore) ma anche delle
dinamiche fra di loro.
Il
cambio scenico fra Perugia, Bruxelles, Strasburgo e un piccolo villaggio vicino
Bucarest fornisce movimento e respiro alla narrazione.
Fabrizio Giulimondi
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