“…ma non mi chieda chi sono. Sono lo stesso di
ieri, di sempre: uno che non sa bene chi sia e che ogni giorno è un altro, ma
della banca realmente sono il cassiere, e gli argani sui miei pescherecci li
manovro io. Io faccio gelati e domo leoni”.
“Se stasera viene il mare” (Claudio Grenzi Editore) di Claudio Lecci e Mariella Di Monte, è un libro dalle molteplici sfaccettature,
poliedrico e pirandelliano. Angelo Battelli è Uno, Nessuno, Centomila, cinematograficamente Split di M. Night Shyamalan, musicalmente La favola mia di Renato Zero, un costume sardo a più maschere.
La narrazione
è a quattro mani, dotata di stili, toni e ritmi del tutto diversi gli uni dagli
altri, come un brano scritto da due autori che raccontano la stessa storia con
due spartiti differenti nel genere musicale: spartiti l’uno giudiziario e l’altro
investigativo, sebbene autobiograficamente caratterizzati.
La
biografia di Lecci e Di Monte si snocciola in storie e
personaggi, tutti attentamente scrutati.
Le
citazioni si rincorrono, come Le voci di
dentro di Eduardo De Filippo, Maigret
di Simenon o le vibrazioni erotiche di Tinto Brass nel film La Chiave.
Attori
protagonisti e non protagonisti sono unificati dalla complessità e, se Angelo
Battelli è un giorno un gelataio, un altro giorno un bancario, un altro ancora
un pescatore e, poi, un circense e ancora e ancora altro, i suoi accompagnatori
in questo giallo introspettivo sono affetti dalla stessa patologia psichiatrica
senza però renderlo visibile, al pari della sua psichiatra “Ersilia, come lui affetta da personalità
multipolare, in equilibrio tra i ruoli di medico, donna, moglie, amante e
innamorata”; di suo marito Andrea Testa (“La scena che lo aspettava avrebbe scosso la loro monotona vita fatta di
scadenze e orari, equivoci tollerati, bugie infantili, disagi formattati,
sconfinamenti omologati”); di Morena Battelli, moglie del “matto”, che “non si accettava e chiedeva a sé stessa di più pretendendo
dagli altri le risposte che lei non sapeva darsi e che, comunque, non l’avrebbero
mai appagata. Non era ingorda e tuttavia non era mai sazia”; di Pancusler, primario
e amante e testimone di nozze della propria amante.
Angelo
Battelli è costretto ad avere più personalità per adeguarsi alle molteplici
pretese che i suoi genitori e la moglie Morena hanno nei suoi confronti.
Ersilia
ha un marito, due amanti e tre ipotesi di reato, o forse ve n’è una quarta: “- Il quadrilatero Devoto, Testa, Pancusler,
Battelli è irregolare – pensò”.
“La sua droga era la vita, lo spacciatore il
caso”.
Fabrizio Giulimondi
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