lunedì 9 febbraio 2026

"PICCOLI FANTASMI" di GREGG DUNNETT (STORM)


Il ricordo che Gale aveva di quell’uomo non era altro che un insieme di dettagli sparsi. La sua rabbia. Gli occhi cattivi e penetranti. Lo strano contrasto fra il giardino anteriore così curato e il degrado e il disordine sul retro. La stanza con i serpenti.”.

Piccoli Fantasmi” di Gregg Dunnett (Storm) è un thriller adrenalitico - carico di suspense e colpi di scena e dotato di una consistente ibridazione parapsicologica - che si legge tutto d’un fiato.

Una bambina di dieci anni e tre mesi, Layla Martin, è stata sequestrata, violentata e poi uccisa due anni prima. Il fratello Gale ha la stessa età. Gale da allora ha molti problemi personali, relazionali e scolastici. Gale ha però un dono che gli altri non hanno: Gale vede e sente la sorella; Gale vede e sente il suo fantasma. Il mondo degli adulti non deve saperlo perché tanto non ci crederebbe: il tentativo con la cugina è stato fallimentare.

I genitori (Rachel e Jon), annientati dal dolore, vogliono sapere a tutti i costi l’identità dell’assassino ma nulla in due anni è uscito fuori, nonostante gli sforzi del pervicace detective Kieran Clarke, che prova un ultimo tentativo: partecipare alla trasmissione televisiva Crimebusters.

La svolta si ha con l’ectoplasmatica Layla e grazie all’amore del fratello Gale il cui affetto è ultraterreno.

Il ritmo è serrato e la concentrazione del lettore non si abbassa mai.

L’Autore disvela le dinamiche terrifiche e torbide dello psicopatico protagonista del romanzo che gode nel dominare le sue vittime, le cui sofferenze e terrore provocano in lui scariche massive di testosterone, ossitocina, dopamina e kisspeptina che, connettendosi con il sistema sinaptico, entrano in circolo e ne fanno esplodere la pazzia criminale. La tortura, l’abuso sessuale, l’eliminazione della libertà, la paura e l’angoscia innalzano la deificazione del “mostro” dandogli sensazioni che null’altro al mondo può fornirgli.

L’invisibile è reale e anche più reale del visibile, ciò che i “grandi” non riescono proprio a comprendere: la chiave di volta la scoprirà l’eterea e impalpabile Layla.

Il finale, simile al famoso film del 1990 di Jerry Zucker “Ghost”, è di grande impatto emozionale, anche se è tutta la trama ad essere punteggiata da sentimenti veri e forti.

Fabrizio Giulimondi  

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