mercoledì 4 febbraio 2026

“LEADERSHIP GENERAZIONALE DALLA A ALLA GEN Z” (DAVIDE FALLETTA EDITORE) di STEFANO DI BENEDETTO

 


Leadership Generazionale dalla A alla Gen Z” (Davide Falletta Editore) di Stefano Di Benedetto è una intuizione che si è fatta scrittura e, quindi, saggio.

Quattro generazioni che possono e debbono convivere nella stessa unità spazio-temporale, il luogo di lavoro.

Quattro generazioni che si sono sviluppate nel tempo in modo diversificato, modificando anche radicalmente la concezione del lavoro -  visto non più in senso zaloniano -  e dei propri spazi personali.

Quattro generazioni che hanno cambiato la relazione con il mondo esterno grazie all’avvento della rivoluzione digitale e l’irruzione dei social nelle loro esistenze.

Senior (i c.d. Boomer), Millenials, Generazione X e Generazione Z costituiscono l’ossatura di una diversa modalità di percepire la professione e la realtà.

La domanda se siano le diverse dinamiche lavorative e la nuova filosofia che vi sottende ad aver cambiato via via le generazioni, oppure siano quest’ ultime ad aver mutato l’essenza dell’impegno remunerato, è di pari grado al quesito se sia nato prima l’uovo o la gallina, ma certamente Di Benedetto, con la sua nuova fatica letteraria, cerca di dare soluzioni concrete ed appetibili alla massima valorizzazione del contributo che tutte e quattro le generazioni procurano al prodotto finale.

Ogni apporto manuale o intellettuale è necessario e prezioso per la conclusione favorevole di qualsiasi tipologia di esercizio professionale: “Il più grande errore che mi sono reso conto fanno le aziende, è che non ti evidenziano l’importanza e la funzionalità del tuo ruolo. Non ti fanno vedere qual è il tuo reale apporto, piccolo o grande che sia, nel raggiungimento di determinati risultati aziendali. E questo è frustante.” (Bernardo Panichi).

Il libro è costellato di interviste a grandi capi di azienda di primaria importanza nazionale ed internazionale e ai grand commis, in virtù delle quali vengono date chiavi di lettura di particolare interesse, specie nel tentativo di comprendere l’arcano, ossia come far andare d’accordo le quattro generazioni all’interno dello stesso luogo di lavoro.

Il Senior è la bussola e il giovane Millenial, X o Z il maratoneta. Non contano solo le hard skill (le competenze tecniche stricto sensu) ma anche e, talora soprattutto, le soft skill (le capacità analitiche, individuali e relazionali).

Le pagine su cosa siano l’esperienza ed il fallimento sono di grande forza, impegnative ed incisive allo stesso tempo:” L’esperienza si misura nella capacità di apprendere, di leggere per tempo i trend, di adattarsi, di restare curiosi anche dopo vent’anni nello stesso ruolo … Quando l’errore è vissuto come una macchia indelebile, ogni passo rischia di diventare paralisi. Eppure il mercato del lavoro non aspetta. Cambia, spinge, seleziona chi osa. E allora, che fare? Il compito dei leader oggi è ribaltare questa dinamica. Rendere l’errore una parte legittima del percorso, non un incubo da evitare. In un ambiente sicuro, l’errore smette di essere un fallimento e diventa un esperimento.”.

Fabrizio Giulimondi

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