L’interdisciplinarietà
è la nuova ed indispensabile dimensione scientifica lunga la quale si
interconnettono le branche della cultura, gli studi e le ricerche nelle
variegate discipline a cui gli intelletti accedono e attendono.
Il
monadismo non è più parte delle accademie e degli atenei perché ogni fatto o
atto dipana le proprie conseguenze in più campi e settori che ne sono allo
stesso tempo causa primigenia o secondaria.
L’economia
e la finanza non sono ottiche solipsiche, bensì intimamente legate al mondo
reale e ai tranci di scienza. La solitudine dello scienziato può andare bene
per romantiche raffigurazioni artistiche ma non certamente per il moderno e
rigoroso studioso occidentale. Il rigore scientifico e l’abbraccio a 360 gradi
della analisi dei fenomeni economico-finanziari e, quindi, sociologici e
giuridici come risvolti fatalmente conseguenziali, li riscontriamo nel saggio
di Angelo Paletta “Guerra finanziaria. Il mercato vince sempre”
(EDUSC).
Paletta segue un tracciato
puntuale, persino puntuto, attento, meticoloso, quasi implacabile nel
chirurgico uso della strumentazione gnoseologica e della metodologia teorica e
pratica. La concatenazione dei fatti, lo snodarsi degli episodi storici e la
cronologia antropica lontana e vicina provocano impatti economici e finanziari
che, a loro volta, condizionano e influenzano la fenomenologia umana: un fatto
o un atto determina una conseguenza che a sua volta muta in causa o concausa in
un incessante divenire eracliteo.
L’Autore
razionalizza con la lente di ingrandimento della economia fatti di per sé irrazionali
o che prescindono dalla volontà umana, prevedibili o imprevedibili, come guerre
lontane e recenti, epidemie ed opzioni politiche ed istituzionali.
L’economia
e la finanza non sono strumenti neutri, tutt’altro, sono mezzi che possono
contribuire in modo parimenti devastante alle armi “classiche” alle guerre
(c.d. “guerra ibrida” includente armamenti e eserciti, l’universo Cyber e, appunto, l’economia e la
finanza), costituendone l’architettura centrale e la pietra angolare: non
cancellano direttamente e visibilmente l’esistenza degli esseri mani ma possono,
seppur indirettamente, condurli con pari efficienza alla morte fisica, morale o
psichica annientando le fondamenta delle Nazioni cui appartengono.
Angelo Paletta è un
chirurgo che con il bisturi incide la superficie del visibile per penetrare nella
zona oscura e scandagliare domande e risposte (e se la risposta fosse la domanda?).
La
prospettiva è quella di un liberale che offre una sua Weltanschauung: a chi offre altri angoli prospettici, altri punti
di fuga, il compito di svellere i ragionamenti portati avanti dall’Autore,
indicando altri Zeitenwende
scientifici.
E
infine: è il diritto che si deve piagare alle regole economiche o è l’economia
a doversi genuflettere alla volontà del Legislatore?
A voi
lettori l’ardua sentenza.
Fabrizio Giulimondi
Nessun commento:
Posta un commento