domenica 15 marzo 2026

“LA RAGAZZA D’ARIA” di ANDREEA SIMIONEL (RIZZOLI)

 


La Gioconda mi ha chiesto di parlare dei miei demoni. Non capisce un cazzo. Pensa che i miei demoni siano tanti, irraggiungibili, misteriosi, astratti, inspiegabili. Il mio demone è uno. IL CIBO. Ha tante facce, colori, confezioni.”.

La seconda opera (autobiografica?) della scrittrice rumena Andreea Simionel La ragazza d’aria” (Rizzoli) è un inno alla vita attraverso la discesa agli inferi della patologia psichiatrica dei disturbi alimentari.

L’ossessione per il cibo, il conteggio delle calorie per tutto ciò che si mangia o si beve, la fame, i corpi scheletrici che vengono visti o percepiti sempre in sovrappeso, le anime adolescenziali devastate, il dominio dell’appetito come dominio di se stessi e della propria sofferenza, un dolore che non ha un nome, solo domande senza risposte.

L’anoressia simile ad una possessione diabolica, un annientamento di se stessi, lento, graduale, incessante, un suicidio senza voler morire.

Aryna è una adolescente rumena che vive a Torino con una famiglia serenamente modesta.

Anna è più grande ed è figlia di genitori dell’alta borghesia ligure.

In comune hanno la fame e la voglia di non saziarla: “L’odio, la rabbia, il senso di non essere abbastanza ce li ho anche io, mentre i nostri genitori sono diversi.”.

Entrambe si conoscono in un centro residenziale specializzato per questo tipo di malattie mentali.

Aryna e Anna sono delle Thelma e Louise che non vogliono saltare con l’auto nel Grand Canyon.

Aryna placherà anche la fame di Anna.

La bulimia.

Sei come gli altri ti fanno sentire o pensi che ti fanno sentire. Sono gli altri a legittimare il tuo corpo ossuto. La tua fisicità è come pensi che gli altri la percepiscano e la giudichino.

La scrittura è terapeutica. La lettura è terapeutica. La scrittura e la lettura sono architetture di ricostruzione della propria interiorità e, quindi, delle proprie membra.

La boxe è il percorso.

Restare sveglia a guardarmi vivere è bellissimo e spaventoso.”.

Fabrizio Giulimondi

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