“La verde aggiusta, la bianca rilassa e la
blu rallegra, ricordi?”
“Il dolore dell’oca” (Einaudi) è la seconda fatica letteraria di
Giuliana Salvi che ha fatto il suo fortunato
debutto nel 2025 con “Clementina”.
“Il dolore dell’oca” è un intrigante thriller
psicologico ben ritmato fra suspense
e colpi di scena.
Nikita
e Erica sono il transfer l’una dell’altra,
speculari nel dramma e nella fuga Naso e Drago, mentre le madri e le nonne delle
co-protagoniste non sono altro che l’espressione di una medesima tensione affettiva
e tragica.
Ectoplasmatico
ed onirico, impalpabile e sin troppo reale il racconto si fa bere sino all’ultima
goccia, fra un codice ed un segnale che il lettore invero non coglie.
L’oscurità
è il filo con cui la Salvi ricama la
storia, nella quale presenze reali e irreali narrano angosce, malattie mentali
e fragilità.
Il
dolore dell’oca in realtà appartiene, prima o poi, ad ognuno di noi: due
collanine di scarso valore ne sono il legame.
“Preferisce essere protetta nella menzogna
che nuda alla verità”.
Fabrizio Giulimondi
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