Il
vincitore del Premio Strega edizione 2026 è il romanzo “I convitati di pietra” di Michele
Mari (Einaudi).
22
luglio 1975 - 22 luglio 2051.
Milano.
77 incontri conviviali.
La
prima è una cena fra trenta ragazzi diplomati l’anno precedente.
Ogni
anno ripetono lo stesso rituale nella stessa data.
In
mezzo c’è una riffa.
Ogni
anno ognuno mette una somma di denaro in un fondo.
Gli
ultimi tre che rimarranno in vita si divideranno la somma, una somma cospicua.
Sono
trenta, poi tre, poi uno.
Il
tempo avanza insieme alle malattie e l’inevitabile Ossuta.
È un
romanzo sul tempo, sul suo avanzare, sul cinismo, su amicizie impreviste, sulla
ossessione pornografica, sul crimine per denaro, sulla superficialità e la
profondità, sulla fragilità fisica e mentale.
I
contorni delle personalità dei personaggi si rendono più marcati nel trascorrere
degli anni e delle cene.
Il
fluire della storia mette a fuoco caratteri, miserie e eleganze dell’animo.
La
letteratura è strettamente interconnessa con il cinema e quest’ultimo con i
fumetti. I colori si mischiano in un unico colore del tutto nuovo, nitido nella
sua confusione, confuso nel suo nitore, perché è il caos a potare il nuovo
ordine e solo l’ordine fa cessare il caos.
Gene
Hackman è un convitato di pietra. I compagni di classe che non vi sono più sono
convitati di pietra.
Sono
ventinove i convitati di pietra.
Fabrizio Giulimondi
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