giovedì 11 ottobre 2012

Mercoledì 17 ottobre alle ore 18.00 al Caffè Greco (Roma) vi sarà la prima presentazione dell'ultima fatica di Marcello Veneziani "Dio, Patria e Famiglia dopo il declino".
Lo sto leggendo e sarà a breve oggetto di commento  in questa Rubrica, ma già Vi posso anticipare che è un autentico Capolavoro di rara bellezza e profondità di pensiero.
Fabrizio Giulimondi


AMNESIA, DI JEAN-CHRISTOPHE GRANGE'



 Amnesia

“Amnesia” di Jean-Christophe Grangè, Garzanti, è un romanzo thriller, psicanalitico e lievemente ansiogeno,  le cui 752 pagine trasudano di continua azione (ricorda a tratti il film Speed), di perenni fughe (e qui la mente va a Il fuggitivo), di ininterrotti colpi di scena, di cambi incessanti di narrazione. L’autore è geniale - o forse meglio direttamente definirlo un genio -  nel riuscire a passare con competenza ed abilità dalla mitologia greca, ad erudite dissertazioni psichiatriche, a spiegazioni ginecologiche, alla esposizione dettagliata del mondo della  tauromachia, alla introduzione del lettore all’arte pittorica francese dell’ art brut. Il tutto senza che chi legge perda mai il filo e smetta di comprendere agevolmente il racconto, complesso, articolato e straordinariamente seducente.
La fuga psicogena è il leit motif, il vero legame, il puro collante di tutta la storia: i viaggiatori senza bagaglio sono coloro in cui un grave trauma ha cancellato  completamente la memoria, rendendo  la loro mente tabula rasa e determinando la venuta in esistenza di una nuova personalità che sostituisce la precedente.
Mathias Freire è uno stimato psichiatra, Victor Janusz è un barbone violento e alcolista, Narcisse un valente pittore, Nono un abile falsificatore di documenti, Francois Kubiera un artista e psicanalista apprezzato dal mondo accademico e culturale:  sono cinque persone differenti o una unica persona? E perché tre omicidi  seriali richiamano i miti del Minotauro, di Icaro e di Crono che uccide il padre Urano? Perchè il protagonista indaga su se stesso? E perché ci sono troppe persone che hanno perso la memoria e diventano  individui diversi che svolgono professioni diverse rispetto al periodo precedente l’ amnesia? Cosa è successo a due gemelli monozigoti nell’utero della madre poi impazzita? Che cosa è l’organizzazione militare Metis? Anais Chatelet, poliziotta della gendarmeria francese, ha il padre che si è distinto durante il regime cileno di Pinochet per condotte vicine alle dimensione più demoniaca  della crudeltà e della abiezione umana: la prima e il secondo come si inseriscono nella ragnatela sviluppata dalla mente visionaria  di Grangè?
Passerete da Bordeaux, a Orleans, a Nizza, a Marsiglia, a Tolosa e, infine, a Parigi, attraversando i luoghi immondi e ributtanti delle banlieue francesi.
Vi do ventiquattro ore di tempo per acquistarlo, e poi……………….potrebbero arrivare quelli della Metis!!!

Fabrizio Giulimondi

martedì 9 ottobre 2012

ATI-FALLIMENTO MANDANTE O MANDATARIO-APPALTO PUBBLICO



Quesito: sorte del contratto di appalto di lavori pubblici, di servizi pubblici e forniture pubbliche  stipulato con una Associazione Temporanea di Impresa ( A.T.I. )  a seguito di fallimento del mandante o del mandatario.

Risposta:  soluzione elaborata dal prof. Fabrizio Giulimondi in base al  parere della Adunanza della Commissione Speciale del Consiglio di Stato del 22 gennaio 2008.

La questione che andiamo ad affrontare è la seguente: quale è la sorte del contratto di appalto pubblico (lavori, servizi e forniture) stipulato con una A.T.I. a seguito di fallimento del soggetto mandatario o mandante?
In primo luogo con l’acronimo A.T.I. si vuole significare l’Associazione Temporanea di Impresa, anche qualificata dalla normativa di settore Raggruppamento Temporaneo di Imprese (R.T.I.).
L’art. 37 del decreto legislativo 12 giugno 2006, n. 136, meglio conosciuto come “codice degli appalti pubblici” o “codice dei contratti pubblici”, ai primi due commi disciplina il Raggruppamento Temporaneo di Imprese -   suddividendolo in verticale ed orizzontale:
“1. Nel caso di lavori, per raggruppamento temporaneo di tipo verticale si intende una riunione di concorrenti nell'ambito della quale uno di essi realizza i lavori della categoria prevalente; per lavori scorporabili si intendono lavori non appartenenti alla categoria prevalente e così definiti nel bando di gara, assumibili da uno dei mandanti; per raggruppamento di tipo orizzontale si intende una riunione di concorrenti finalizzata a realizzare i lavori della stessa categoria.
2. Nel caso di forniture o servizi, per raggruppamento di tipo verticale si intende un raggruppamento di concorrenti in cui il mandatario esegua le prestazioni di servizi o di forniture indicati come principali anche in termini economici, i mandanti quelle indicate come secondarie; per raggruppamento orizzontale quello in cui gli operatori economici eseguono il medesimo tipo di prestazione; le stazioni appaltanti indicano nel bando di gara la prestazione principale e quelle secondarie. “.

Occorre allo scopo chiarire il rapporto fra la disciplina generale ai sensi dell’art.81 legge fallimentare (r.d. 267/1942) – che da adesso in poi sarà indicata con le iniziali l.f. -  e la disciplina speciale inerente la sorte del contratto di pubblico appalto in caso di fallimento dell’appaltatore (singolo o A.T.I.).
Dispone l’art.81 l.f., nel testo in vigore dal 1 gennaio 2008, che se l’appalto non è intuitu personae esso si scioglie a meno che il curatore fallimentare non dichiari di voler subentrare nel rapporto, entro un certo termine e previa autorizzazione del comitato dei creditori, oltre che  con l’offerta di idonee garanzie (art.81 comma 1, l.f.); se invece l’appalto è intuitu personae, nel senso che la qualità soggettiva dell’appaltatore è stata determinante, in contratto si scioglie in caso di fallimento dell’appaltatore, a
meno che il committente non consenta la prosecuzione del rapporto (art.81, comma 2, l.f.). Dunque,  la disciplina generale non esclude la possibilità che il rapporto contrattuale prosegua con il fallito (atteso che il giudice fallimentare può autorizzare l’esercizio provvisorio dell’impresa). La disciplina generale fa
salve solo le disposizioni  relative al contratto d appalto e nulla dice circa le forniture pubbliche e gli appalti di servizi. Tale dubbio non sussiste perché, anticipando le conclusioni, si deve ritenere che per tutti i pubblici appalti (lavori, servizi e forniture),  sia  stipulati con imprese singole sia con raggruppamenti di imprese, in caso di fallimento dell’appaltatore il rapporto contrattuale non possa proseguire con il fallito (ancorché il giudice fallimentare abbia autorizzato l’esercizio  provvisorio dell’impresa).
L’appalto pubblico è caratterizzato dall’intuitu personae, ovverosia dalla essenzialità dalle qualità soggettive dell’appaltatore e, dal codice dei contratti si desume il principio che la stazione pubblica appaltante non possa intrattenere rapporti contrattuale con imprese fallite. In sintesi, è senz’altro inapplicabile ai pubblici appalti il comma 1 dell’art. 81 l.f., che si riferisce, invece,  al caso di appalto non connotato dall’intuitu personae.
Quanto all’art. 81, comma 2, l.f. è applicabile ai pubblici appalti solo la prima parte della previsione, secondo cui l’appalto si scioglie automaticamente in caso di fallimento dell’appaltatore, quando sono essenziali le sue qualità soggettive (Cass, sez. I, 9 luglio 1999, n. 7203). Non è applicabile, pertanto, ai pubblici appalti l’ultima regola, contenuta nella seconda parte del comma 2 dell’art.81, l.f. secondo cui l’appaltante può consentire alla prosecuzione del rapporto. Alla stazione appaltante pubblica tale facoltà è impedita. Il principio che si desume dal codice degli appalti, secondo cui le stazioni appaltanti pubbliche non possono intrattenere rapporti contrattuali con appaltatori falliti, prevale sulla disciplina generale dettata dall’art.81, comma 2. l.f., sia in base al carattere speciale della disciplina dei pubblici appalti, sia in virtù del principio della successione delle leggi nel tempo.
Passando alla disamina del quadro normativo giova premettere che l’art. 37, d.lgs. 163/2006,  ai commi 18 e 19,  disciplina espressamente gli effetti, in ordine al contratto di appalto di pubblici lavori, servizi o forniture, stipulato fra un A.T.I. e una P.A., che derivano dal fallimento  della società mandataria (comma 18) o di una società mandante (comma 19).
 In caso di fallimento di una società mandataria si applica il comma 18 dell’art. 37 del codice degli appalti: la stazione appaltante dispone di una facoltà di scelta tra il recesso dal contratto e la sua prosecuzione con altra impresa alla quale l’A.T.I.  abbia conferito mandato. Emerge in modo esplicito  una sostanziale differenza con la disciplina generale dettata dalla legge fallimentare. Infatti, secondo la normativa speciale inerente  i contratti stipulati fra una stazione appaltante e un A.T.I., il rapporto contrattuale non può proseguire fra la prima e l’originario appaltatore fallito.
La prosecuzione dell’originario contratto postula sempre una novazione soggettiva, mediante una modifica del soggetto fallito. Vi è pertanto un rapporto di specialità tra l’art. 81. l.f. e l’art. 37, comma 18, d.lgs. 163/2006, che impone di dare prevalenza a quest’ultimo. Come è stato già messo in evidenza l’art. 37, comma 18, si riferisce al caso di un contratto stipulato con una A.T.I., di cui fallisca il mandatario. La disposizione si riferisce a qualsiasi tipo di contratto, quale che ne sia l’oggetto (lavori, servizi, forniture). Ma l’art. 37, comma 18, è espressione del principio più generale della impossibilità per la stazione appaltate pubblica di intrattenere rapporti contrattuali con soggetti falliti. Tale principio generale è sotteso anche a numerose altre norme del d.lgs. 163/2006, che riguardano non solo gli appalti stipulati con una  A.T.I., ma anche quelli stipulati con imprese singole. Intanto, nelle procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, è essenziale il possesso da parte dell’appaltatore, oltre dei requisiti generali di carattere morale, anche di quelli  specifici di capacità tecnico - professionale ed economico-finanziaria.
Sicché i contratti di pubblici appalti si connotano come caratteristiche dell’intuitu personae, con conseguente impossibilità di applicazione del comma 1 dell’art. 81 l.f. (a tenore del quale il curatore fallimentare può dichiarare di voler subentrare nell’appalto , se questo non è intuitu personae).
A ben vedere, però, non è possibile applicare agli appalti pubblici nemmeno l’art. 81, comma 2, secondo periodo, l.f, secondo cui negli appalti intuitu personae l’appaltante può consentire alla prosecuzione del rapporto con l’appaltatore fallito: alla stazione appaltante pubblica è preclusa la possibilità di esprimere tale assenso.
Tenendo come stella polare quanto sino ad ora riportato, esaminiamo alcune disposizioni del codice dei contratti che rilevano in parte qua:
a)    l’art.38,comma1,lett.a),  secondo cui negli appalti intuitu personae la dichiarazione di fallimento e,  persino la pendenza della procedura per addivenire alla emanazione della sentenza di fallimento del tribunale,  sono ostative della partecipazione alle gare di appalto, dell’affidamento dei subappalti, della stipula dei relativi contratti, costituendo causa di esclusione obbligatoria (secondo una impostazione più rigorosa di quella comunitaria, che considera il fallimento o la pendenza del relativo procedimento causa di esclusione facoltativa , a mente dell’art. 45, direttiva 204/18(CE));
b)    l’art. 37, comma 19,  in virtù del quale in caso di fallimento di una impresa mandante di una A.T.I., il mandante fallito deve essere sostituito o dal mandatario, o da altro mandante, o da altro operatore economico esterno alla A.T.I. medesima;
c)    L’art.116, comma 4,  consente la prosecuzione del contratto di appalto pubblico in caso di cessione o affitto di azienda, anche nella evenienza in cui ciò avvenga ad opera di imprenditore fallito; il fallimento non osta alla prosecuzione del contratto, ma da un lato v’è una modifica di ordine soggettivo a seguito di cessione o affitto di azienda; dall’altro, necessita una peculiare qualità soggettiva del soggetto cessionario o affittuario, il
quale deve essere obbligatoriamente una società cooperativa costituita o da costituire con la partecipazione di almeno i tre quarti dei soci cooperatori, nei cui confronti risultano estinti, a seguito del procedura concorsuale, rapporti di lavoro subordinato, che si trovino in cassa integrazione guadagni o in lista di mobilità;
d)    L’art. 140, in virtù del quale, per i lavori pubblici, il bando di gara deve stabilire, in  caso di fallimento dell’appaltatore, che la stazione appaltante interpelli progressivamente (sino ai cinque successivi al soggetto fallito) i soggetti che hanno partecipato alla originaria procedura , secondo l’ordine di graduatoria, al fine di stipulare un nuovo appalto per il completamento de lavori; implicito e necessario presupposto di tale disciplina è che in nessun caso il rapporto contrattuale possa proseguire con il fallito.

In conclusione, nei pubblici appalti si deve escludere la possibilità che, a seguito di fallimento dell’appaltatore, il rapporto contrattuale possa continuare fra stazione appaltante pubblica e l’appaltatore fallito, ancorché il giudice fallimentare possa autorizzare l’esercizio provvisorio della impresa. La stessa giurisprudenza di legittimità è orientata in questo senso. La sentenza della Cassazione, sez. I, 13 settembre 2007, n. 19165 ha ribadito che il fallimento dell’appaltatore determina obbligatoriamente la mancata prosecuzione del rapporto contrattuale fra questi e  la stazione appaltante, segnatamente nel caso di fallimento di mandatario o mandante di un A.T.I..
Una volta validata tale esclusione occorre esaminare, nel caso di A.T.I. e di fallimento della società mandataria, quali siano le condizioni per la prosecuzione del rapporto mediante una sua modifica soggettiva.
In attuazione dell’art. 37, comma 18, occorrono tre condizioni: la costituzione di un nuovo mandatario; il possesso da parte di quest’ultimo dei requisiti di qualificazione alle prestazioni ancora da eseguire; il consenso da parte della stazione appaltante.
In merito alla prima condizione è bene sottolineare che il nuovo mandatario che sostituisce quello fallito può essere sia un soggetto estraneo all’originario raggruppamento di imprese, sia uno dei mandanti dell’A.T.I. medesima. In questa ultima ipotesi i soggetti mandanti debbono essere necessariamente più di uno per far si che,  nella ipotesi di sostituzione di un mandante in luogo del mandatario, rimanga in piedi l’A.T.I., essendovi ancora almeno un mandante. Difatti, se l’unico mandante si sostituisce al mandatario fallito, viene meno l’originario soggetto contraente, ossia l’A.T.I. e,  il rapporto contrattuale si svilupperebbe con un soggetto nuovo, una impresa singola, con conseguenze  deleterie immediate dovute alla  riduzioni di garanzie per la stazione appaltate pubblica. Questa, nell’ interfacciarsi con una A.T.I. ha di fronte a sé una pluralità di soggetti responsabili della corretta esecuzione del contratto: se l’A.T.I. è verticale il mandatario è responsabile in solido mentre il mandante lo è pro quota; se l’A.T.I. è di tipo orizzontale, si applica pienamente il principio di solidarietà (art.1292 c.c.). Se l’A.T.I.  si estingue e in suo luogo si costituisce una impresa singola, si determina un nuovo regime di responsabilità rispetto a  quello solidaristico appena accennato. La stazione appaltante non possiede  più i soggetti sul cui patrimonio contare in caso di inadempienza totale o parziale della società mandataria. Altresì,  la scelta del nuovo mandatario in luogo del fallito viene effettuata congiuntamente dai soggetti partecipanti al  raggruppamento di impresa, non potendo provenire dal curatore della società mandataria fallita.
Addentriamoci oltre pur rimanendo sempre all’interno della prima condizione.
Come si deve comportare la stazione appaltante pubblica in caso di cessione o affitto di azienda da parte dell’appaltatore fallito?
Occorre distinguere a seconda del momento in cui avviene la cessione o l’affitto dell’azienda. Se avviene antecedentemente  alla dichiarazione tribunalizia di fallimento dell’appaltatore, la cessione o l’affitto dell’azienda da parte dell’appaltatore ancora in bonis può essere opposta alla stazione appaltante, la quale può esprimere il proprio diniego solo eccependo motivi tassativi, quali l’assenza dei requisiti di qualificazione, inclusi quelli inerenti la normativa antimafia in capo al cessionario o all’affittuario ex art. 116, commi 1,2 e 3 del codice degli appalti.
Qualora,  invece,  il momento della cessione o l’affitto travalichi la dichiarazione  di fallimento dell’imprenditore  cedente o del locatore, si applica il principio generale del divieto imposto alla stazione appaltante di proseguire nel rapporto negoziale  con un soggetto fallito, che, nel caso di specie, è rappresentato dal cessionario o dall’affittuario dell’azienda di un imprenditore già fallito (art. 116, comma 4,  d.lgs. 163/2006). Unica eccezione è rappresentata nel caso in cui l’affitto di azienda avvenga a favore di una cooperativa costituita o da costituire con al partecipazione di almeno i tre quarti dei soci cooperatori, nei cui confronti risultino estinti, a seguito della procedura concorsuale, rapporti di lavoro subordinato, o che si trovino in cassa integrazione guadagni o in lista di mobilità. Tale ipotesi però vale solamente per le imprese singole e mai per le A.T.I.. Quindi, solo nella cennata evenienza il curatore fallimentare ha il potere di opporre alla stazione appaltante l’affitto di azienda, scegliendo unilateralmente il soggetto affittuario. Eccettuata questa unica  ipotesi, non  compete al curatore fallimentare designare unilateralmente come sostituto del mandatario fallito l’affittuario di azienda, spettando tale compito ai componenti dell’originario raggruppamento di imprese che siano in bonis.
In relazione alla seconda condizione posta dall’art. 37, comma 18, d.lgs. 136/2006,  va rilevato che, una volta subentrato il nuovo imprenditore al mandatario fallito in un rapporto contrattuale in corso di esecuzione, i requisiti di qualificazione debbono essere valutati non tanto con riferimento alla originaria prestazione, ossia alla prestazione nella sua interezza, bensì avendo riguardo alle prestazioni ancora da eseguire, potendo, pertanto, essere necessari requisiti meno pregnanti degli originali richiesti alla società mandataria fallita e poi sostituita. Ad ogni modo il sostituto deve possedere i requisiti di ordine generale di cui all’art. 38 del codice dei contratti.
Quanto alla terza condizione, ossia il consenso che la stazione appaltate deve esprimere alla sostituzione, occorre capire la sua latitudine, id est sino a che punto  può la stazione appaltante rifiutare il subentro in parola.
La clausola di gradimento prevista dall’art.25 d.lgs. 406/1991 è stata soppressa ad opera dell’art. 37, comma 18,  in commento, soppressione che ha eliminato una eccessiva valutazione discrezionale in capo alla stazione appaltante pubblica.
Gli interessi correlati ai componenti l’A.T.I. e alla stazione appaltante inducono ad un sensibile ridimensionamento del potere di quest’ultima di negare la cennata sostituzione. Ancor più chiaramente il fallimento del mandatario di un A.T.I. determinano l’interesse meritevole di tutela dei soggetti mandanti non falliti a proseguire il rapporto contrattuale, anche in ragione degli impegni tecnici e finanziari assunti a seguito della aggiudicazione della gara, parimenti all’interesse meritevole di tutela del soggetto pubblico che siano portati  celermente a compimento i lavori, i servizi o le forniture, evitando così di procedere ad ulteriore gara con ulteriori aggravi di spesa ed organizzativi.
Il potere della stazione appaltante di recedere dal contratto o assentire alla sua prosecuzione grazie al subentro della nuova società non è ampliamente discrezionale, attesi i concomitanti interessi di entrambe le parti e attesa la modifica contrattuale di mera natura soggettiva, rimanendo inalterati i termini contrattuali (prezzo, dies ad quem di esecuzione, qualità della prestazione).
La stazione appaltante, pertanto, ha l’obbligo di verificare la sussistenza dei requisiti in capo all’operatore economico supplente, sia con riferimento alle originali previsioni del bando di gara, sia con riferimento allo sviluppo della gara stessa (dalla momento del subentro  alla conclusione della procedura con la stipula  del contratto, alla esecuzione dello stesso). La assenza di tali requisiti induce inevitabilmente  la stazione appaltante ad esercitare la facoltà di recesso che deve essere debitamente motivata; parimenti il soggetto pubblico recede dal contratto qualora l’A.T.I.,  composta anche  dalla società subentrante, pretendesse modifiche di natura oggettiva delle condizioni contrattuali. Il rifiuto da parte della stazione appaltate del subentro della nuova società al soggetto fallito è espresso legittimamente, con consequenziale recesso dal contratto, qualora  l’imprenditore sostituto non rispetti i requisiti generali previsti dall’art. 38 codice dei contratti,  ovvero pretenda la modifica sostanziale dei termini contrattuali di natura oggettiva.
L’art. 37, comma 18, non stabilisce una scansione temporale per l’opzione della Amministrazione pubblica fra recesso del contratto e la sua prosecuzione.
Si deve ritenere che tale scelta, nel rispetto dei principi di affidamento, buona fede e tempestività dell’agere amministrativo, debba avvenire nel rispetto dei termini eventualmente  fissati dal contratto, ovvero, in loro mancanza, su iniziativa del soggetto pubblico che compulsando direttamente l’A.T.I., la invita a procedere entro un termine perentorio fissato dalla P.A. stessa a sostituire il mandatario fallito o il mandante fallito con altro soggetto interno (mandante o mandatario) o esterno. Scaduto il termine e  l’A.T.I. non provvede, la P.A. procederà a comunicare a quest’ultima il recesso dal contratto; se invece l’A.T.I.  provvede e il sostituto assolve ai requisiti generali e particolari previsti dalla normativa, la P.A. si determinerà a continuare nel rapporto contrattuale.                                            
Laddove l’iniziativa non sia intrapresa dalla stazione appaltante, la stessa ATI potrebbe ritenere di procedere alla sostituzione in parola. La stazione appaltante sarà obbligata a recedere solo se il nuovo soggetto subentrante non rispetti i requisiti su cui ci si è più volte soffermati, ovvero pretenda cambiamenti di elementi oggettivi del vincolo contrattuale.
 
In conclusione, riassumiamo:
stipulato un appalto si qualsiasi genere tra una stazione appaltate e una A.T.I. in caso di fallimento della società mandataria, il rapporto contrattuale non può proseguire automaticamente con la curatela fallimentare, seppur autorizzata dal giudice all’esercizio provvisorio della impresa, trovando applicazione l’art.37, comma 18, codice degli appalti, che in veste di norma speciale, prevale sull’art. 81 l.f., permettendo alternativamente il recesso ovvero la prosecuzione  dell’originario rapporto per il tramite della novazione soggettiva (sostituzione del fallito); ove la curatela fallimentare stipuli un contratto di affitto o di cessione di azienda, tale contratto non è opponibile alla stazione appaltante, ai sensi dell’art. 116 d.lgs. 163/2006, atteso che i primi tre commi si riferiscono alla cessione o affitto di azienda dell’imprenditore in bonis (ossia non fallito), mentre il quarto comma, pur contemplando l’affitto e la cessione di azienda da parte del curatore dell’appaltatore fallito, in presenza di condizioni specifiche e tassative,  presuppone l’appalto con una impresa singola  e non con una A.T.I. di cui fallisca il mandatario ( o il mandante).
 Posto che il fallimento del mandatario estingue il contratto di mandato (art. 78 l.f), in caso di fallimento del mandatario di una A.T.I., il sostituto del mandatario fallito deve essere a sua volta costituito come mandatario della stessa A.T.I. e, dunque, deve essere designato dai mandanti della medesima ancora in bonis, e non dalla curatela fallimentare del mandatario fallito.           L’opzione  da parte della stazione appaltante pubblica se recedere dal contratto o proseguire nel rapporto contrattuale con l’ A.T.I. (di cui il mandante o il mandatario sia stato dichiarato fallito) non è né arbitraria né effettuata con una discrezionalità di ampia – ed eccessiva -  latitudine: la scelta è rimessa ad una rigorosa valutazione  circa il possesso da parte del nuovo mandatario (o mandante) -  nominato tempestivamente -  dei requisiti di qualificazione adeguati e riguardo l’accettazione da parte di questi delle condizioni contrattuali precedentemente pattuite.
Tale  facoltà di scelta deve essere esercitata entro il termine stabilito dal contratto,  dal capitolato speciale o entro un termine ragionevole. Si ribadisce che in caso l’ A.T.I. sia costituita  solamente da un soggetto mandante e dal soggetto mandatario e uno dei due fallisce, l’altro non può sostituirlo, venendo meno l’A.T.I. stessa, prendendo corpo un imprenditore unico, cessando le garanzie e le responsabilità a tutela della stazione pubblica appaltante per tutto ciò che è stato posto in essere prima della dichiarazione di fallimento.

                   Prof. Fabrizio Giulimondi


La presente pubblicazione è depositata alla SIAE e tutelata a sensi della normativa vigente sul diritto d’autore.
Provvederò a citare il giudizio dinanzi l’Autorità Giudiziaria competente chiunque copi totalmente o parzialmente il testo senza il mio consenso preventivo.
Fabrizio Giulimondi

lunedì 8 ottobre 2012

LEZIONI DI TECNICA LEGISLATIVA DEL PROF. FABRIZIO GIULIMONDI PRESSO LA PONTIFICIA UNIVERSITA' LATERANENSE

 

RINGRAZIO DI TUTTO CUORE OLIMPIA TARZIA PER AVERMI DI NUOVO CONFERITO L'INCARICO DI DOCENZA DI  TECNICA LEGISLATIVA PRESSO IL CORSO DI FORMAZIONE POLITICA CHE SI TERRA' PROSSIMAMENTE PRESSO LA PRESTIGIOSISSIMA PONTIFICIA UNIVERSITA'  LATERANENSE DI ROMA. FABRIZIO GIULIMONDI.

sabato 6 ottobre 2012

STEP UP 4-REVOLUTION



 

Flashdance è stato l’inizio, poi sono arrivati decine di altri dancing movies, per l’ondata dei  tre step up e, infine, è giunto  step up 4-revolution, una autentica bomba di energia, musica, danza, colori, bellezza, ossia di vita.
Non so come alcuni giornali possano averlo sussunto in seno alle pellicole drammatiche. Mai sul grande schermo si è visto un film dove i protagonisti indiscussi sono giovani aitanti e bellissime ragazze e non vi sono scene di sesso e le parolacce sono ridotte al lumicino, i valori espressi sono positivi e  la musica e il ballo risolveranno ogni problema!
I flash mob realizzati  da bravissimi ballerini di hip pop e break dance per le strade di Miami servono per esprimere la propria arte e dire “Noi Esistiamo!”; parimenti lo straordinario ballo che decine di ragazze e ragazzi effettuano irrompendo in un museo di arte moderna, uscendo dalle pitture e dando vita alle statue, immersi nelle luci stroboscopiche.
Poi i flash mob diventano azione di protesta, modalità per impedire che una area della Città ove vive una Comunità  sia demolita per fare spazio ad un centro servizi, commerciale ed alberghiero. Balli collettivi improvvisi saranno realizzati, con coreografie emozionanti e di grande valore, mentre è in corso l’incontro fra gli  amministratori comunali con i rappresentanti della società e, verso il the end (l’apoteosi della energia), nel luogo ove si sta per comunicare ufficialmente l’avvenuto accordo per procedere alla demolizione del quartiere  e alla costruzione del nuovo impianto.
La musica e la danza esprimono una protesta pacifica, anzi gioiosa, anzi di  pura vita; la musica e la danza sono e non possono che  essere agli antipodi della violenza, dell’odio e del rancore. Il ritmo e il ballo uniranno gli interessi della Comunità che rimarrà a vivere dove è sempre vissuta e quelli della grande impresa.
Il film piacerà senza dubbio anche a coloro che non impazziscono per questo genere di opera e per i ritmi contemporanei; e ripeto -  incredibile dictu! -  è veramente per tutti e le famiglie usciranno dal cinema….bailando!!!

Fabrizio Giulimondi

CORSO CONCORSO SCUOLA - HO INSEGNATO A LUNGO PER LA SOCIETA' MEMOSYSTEM E NE POSSO GARANTIRE LA SERIETA' E IL VALORE. FABRIZIO GIULIMONDI

loghi Hoepli e Memosystem

HOEPLITEST & MEMOSYSTEM PRESENTANO

Concorso Insegnanti
Corso di preparazione alla prova preselettiva

Come da Decreto pubblicato su Gazzetta Ufficiale del 25/09/2012, è stato bandito il Concorso Insegnanti per titoli ed esami, finalizzato alla copertura di 11.542 posti e cattedre di personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, nonché di posti di sostegno.

Il tuo passaporto per l’insegnamento!

Il concorso è stato bandito dopo 13 anni di attesa, ma a causa dell’elevatissimo numero di candidati (quasi 200.000) è prevista una preselezione dura e vincolante.
Occorre una preparazione seria, senza lasciare nulla all’improvvisazione pena la perdita di un’opportunità di lavoro.
Grazie alla loro pluriennale esperienza specifica del settore, Hoepli e Memosystem hanno realizzato unprodotto formativo di eccellenza, unico nel suo genere: la grande praticità dei testi appositamente creati per questo concorso si somma al grande valore aggiunto di un corso dal vivo svolto da docenti appositamente preparati, al fine di consentire ai candidati di superare la prova preselettiva del Concorso per 11.542 Insegnanti.

OBIETTIVI

L’obiettivo del Corso è curare la preparazione del candidato e metterlo nelle condizioni di superare la preselezione del Concorso.

PROGRAMMA COMPLETO

Prima parte
1. Batterie di quiz identiche a quelle ufficiali : 50 minuti per rispondere a 50 quiz*
  • 18 di logica
  • 18 di comprensione verbale
  • 7 di lingua
  • 7 di informatica
2. Strategia su come gestire efficacemente la prova d’esame:
  • Come affrontare nel giusto modo i test a risposta multipla, tenendo conto dei criteri di selezione ufficiali.
  • Controllo dell’emotività : rilassamento alfagenico
  • Eliminare i distrattori, individuare la risposta corretta
3. Competenze logiche-deduttive
  • Concetti fondamentali della logica
  • Modelli di pensiero
  • Strumenti per il pensiero logico
4. Comprensione del testo
  • La linguistica testuale
  • Competenza di lettura
Seconda parte
1. Batterie di quiz con analisi specifica dell’archivio ufficiale
  • Particolare focus sui quesiti di logica e comprensione del testo.
Al temine di ogni batteria verranno forniti i risultati e i necessari commenti alle risposte
*La soglia minima per il superamento della prova è 35/50 (salvo modifiche ministeriali).
Punti di forza che rendono unico il corso:
Il corso è 20% teorico e 80% pratico, un vero training pre-esame che consente all’allievo di:
  • Capire e saper affrontare correttamente le varie tipologie di quiz
  • Corpo docente formato direttamente dall’autore dei libri Hoplitest, anch’egli docente.
  • Superare l’emotività connessa all’impatto psicologico di una situazione nuova e sconosciuta
  • Garantirsi le basi logiche per saper risolvere qualsiasi quiz proposto al concorso
  • Vincere l’ansia di un fenomeno unico e difficile come il maxi-concorso
  • Fare pratica e imparare a sveltirsi con esercitazioni su test reali
  • Ottimizzare i tempi per evitare il rischio di non terminare la prova concorsuale

ORARI

Il corso intensivo si articola in 2 parti
    • Prima parte: 1 week end full-immersion con i seguenti orari:
      Sabato        15.00 – 19.00
      Domenica   9.00 – 13.00 ; 14.00 – 18.00
      Ore di lezione: 12
  • Seconda parte (Final Check)subito dopo la pubblicazione dei quesiti ufficiali da parte del MIUR
    Sabato   15.00 – 19.00
    Ore di lezione: 4
Posti limitati !

SEDI

  • MILANO*
    Sabato 10 e domenica 11 novembre 2012**
  • ROMA*
    Sabato 17 e domenica 11 novembre 2012**
  • BARI*
    Sabato 17 e domenica 11 novembre 2012**
I corsi sono a numero chiuso. È necessaria la prenotazione.
Posti in esaurimento.

*Date, indirizzo della sede corso, orario definitivo saranno confermati via e-mail almeno sette giorni prima dell’inizio del corso.
**Le date dei corsi potranno subire piccoli cambiamenti in relazione alle date ufficiali dei test.

MATERIALE DIDATTICO

Compresi nella quota di partecipazione ci sono n° 2 Volumi specifici HoepliTest*:
  • Concorso a Cattedre – Teoria
    Teoria ed esercizi prova di preselezione
  • Concorso a Cattedre
    2001 Quiz per la prova di preselezione
  • Materiale specifico per esercitazioni e simulazioni tramite svolgimento di batterie quiz
*IMPORTANTE! I libri sono aggiornati al Decreto n. 82 del 24.9.2012 con la struttura a 4 domande e rispecchiano fedelmente come sarà la prova reale.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

CORSO FULL: 16 ORE
PAGAMENTO COSTO TOTALE
Potrai in ogni momento
sospendere l’iscrizione
Saldo all’iscrizione € 370
Acconto di € 100 all’iscrizione
+ € 300 entro 3 gg dall’inizio del corso
€ 400
Solo nel caso del Corso Full da 16 ore, è possibile pagare con finanziamento in 12 rate da € 35,55*
(Oneri totali in 1 anno, compresa imposta di bollo: € 41,42)
*Salvo approvazione da parte dell’ente erogatore del finanziamento
CORSO BASE: 12 ORE
PAGAMENTO COSTO TOTALE
Potrai in ogni momento
sospendere l’iscrizione
Saldo all’iscrizione € 330
Acconto di € 100 all’iscrizione
+ € 250 entro 3 gg dall’inizio del corso
€ 350
FINAL CHECK: 4 ORE
PAGAMENTO COSTO TOTALE
Potrai in ogni momento
sospendere l’iscrizione
Saldo all’iscrizione € 90
Pagamenti accettati: carta di credito, bonifico bancario
Note
I costi sono comprensivi di spese di iscrizione (€ 45), di IVA e del materiale didattico.
Al fine di garantire le migliori condizioni di apprendimento, il corso è riservato a un numero limitato di partecipanti.
L’iscrizione a un corso HoepliTest by Memosystem implica l’accettazione delle Condizioni generali.
INFORMAZIONI
Per maggiori informazioni puoi mandare una email a hoeplitest@memosystem.it
oppure chiamare il Servizio Clienti  Tel. 02 701.21.097

venerdì 5 ottobre 2012

LA LETTURA:L'UNICO MODO PER SALVARCI DAL NULLA

Gentili Signore e cari Signori, non sono scomparso! Sto leggendo tre libri, l'uno completamente diverso dall'altro per genere, contenuto e stile, di cui a breve Vi parlerò, che Vi affascineranno....e Vi chiederanno: LEGGETEMI!!!Fabrizio Giulimondi

AMNESIA, DI  JEAN-CHRIATOPHE GRANGE'



 Amnesia

 DIO,PATRIA E FAMIGLIA,  DI MARCELLO VENEZIANI


Dio, patria e famiglia


IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA, DI PAULO COELHO





Il manoscritto ritrovato ad Accra