mercoledì 6 febbraio 2019

"NON CI RESTA CHE IL CRIMINE” di MASSIMILIANO BRUNO


“Se il tempo fosse un gambero” è il motivo ricorrente in molti film italiani (e non solo) e in qualche pièce teatrale: se si tornasse indietro, nel passato, cosa potrebbe succedere? Come si potrebbero mutare in meglio gli eventi futuri? Senza contare il leitmotiv dell’ormai mitico 1982, esattamente l’estate del 1982, anno della vittoria ai Mondiali di calcio della nazionale italiana; e se poi  a questi due temi cinematografici si aggiunge come ulteriore condimento la Banda della Magliana, che ha tanto scosso l’immaginazione artistica di molti registi nostrani, ecco che dal cilindro esce fuori “Non ci resta che il crimine” di Massimiliano Bruno (qui anche attore), grazie al quale lo spettatore trascorre un poco di tempo speso gradevolmente, anche se il serial sul grande schermo “Smetto quando voglio” di Sydney Sibilia risulta essere sensibilmente superiore sia come vis comica che come sviluppo narrativo.
Il cast è di tutto rispetto, unito da un alto numero di pellicole recitate insieme: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e la bomba sexi Ilenia Pastorelli (David di Donatello 2016 come migliore attrice protagonista in “Lo chiamavano Jeeg Robot”).
Fabrizio Giulimondi


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