martedì 10 dicembre 2019

"ILLMITZ" di SUSANNA TAMARO


 







Il romanzo breve di  






"Illmitz" (Bompiani, 2014) di Susanna Tamaro è uno scritto clandestino, emotivamente ed interiormente autobiografico, dove i particolari e il florilegio di aggettivazioni costituiscono la sua vera trama. In corsivo sono riportate chiazze di visioni oniriche che sganciano i sogni dalla quotidianità raccontata morbidamente dalla Tamaro. "Illmitz" è l'ode alla bellezza del quotidiano, della vita di tutti i giorni, della normalità composta di ricordi e affetti semplici, nella quale la voce narrante, Agnese, Cecilia, Attila e "Frankenstein" sono protagonisti a loro insaputa: "In città è diverso: ciascuno crede di poter essere differente da ciò che è, ciascuno aspira a qualcosa di più grande, senza comprendere quale grandezza sia invece il vivere ogni giorno".  Il giorno dopo giorno luccica come le acque placide di un lago.
Questo è "Illmitz": uno sguardo intenso e prolungato di un viandante puntato su un lago, al confine fra l'Austria e l'Ungheria.
Questo è "Illmitz": l'asperger che si fa prosa: "Sono giorni in cui la sofferenza interna cresce più acuta e, nella sua dimensione estrema, mi impedisce qualsiasi contatto".
La morte è solo un momento che perde di significato dinanzi alla potenza della vita, semplice, anonima, diluita nelle ore del giorno e della notte.
"La natura ha il potere di abolire il tempo", come la letteratura.
Fabrizio Giulimondi

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