martedì 21 gennaio 2020

"PRESUNTO COLPEVOLE. GLI ULTIMI GIORNI DI CRAXI" di MARCELLO SORGI

 















La mia libertà equivale alla mia vita.
"Presunto colpevole. Gli ultimi giorni di Craxi" del valente giornalista Marcello Sorgi (Einaudi), emoziona, commuove, avvince, tiene bloccato alla sedia il lettore a verità solo suggerite, appena accennate, un lettore intristito e mesto dinnanzi al crepuscolo di un Potere sotto il quale l'Italia diventò la quinta potenza mondiale.
Bettino Craxi. Aldo Moro. Storie, caratteri, stili, loquele e approcci differenti, statisti speculari fra di loro, accomunati da uno stesso destino, ossia "cadere vittime di una indifferenza e di una spietatezza che non si aspettavano, che non pensavano di meritare".
Il pool di Mani Pulite fra dottor Jekyll e Mr. Hyde, più Mr Hyde per alcuni versanti, specie quello craxiano.
Monsieur le Président fra malattia fisica e malattia giudiziaria, fra esilio e latitanza, fra contrasto alla sudditanza agli Stati Uniti e lotta indomita e senza quartiere al comunismo, in una terza via incarnata in una Italia sovrana e benestante.
I fatti di Sigonella del 10 ottobre 1985 nulla entrano in quello che avverrà dopo il 17 febbraio 1992 (arresto di Mario Chiesa)? E l'interlocuzione fra consolato americano a Milano e Di Pietro ed i giudici ambrosiani è un dato ininfluente nelle note vicende?
"In questo processo, in questa trama di odio e di menzogne, devo sacrificare la mia vita per le mie idee. La sacrifico volentieri. Dopo quello che avete fatto alle mie idee, la mia vita non ha più valore. Sono certo che la storia condannerà i miei assassini. Solo una cosa mi ripugnerebbe: essere riabilitato da coloro che mi uccideranno".
Leggendo "Presunto colpevole. Gli ultimi giorni di Craxi" e vedendo il bellissimo film di Gianni Amelio "Hammamet" sembra sentirsi "l'eco dell'ultima stagione novecentesca in cui la politica, le strategie, gli accordi, i compromessi, hanno ancora contato qualcosa in Italia".
Fabrizio Giulimondi

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