mercoledì 14 ottobre 2026

"L'IMMENSA DISTRAZIONE" di MARCELLO FOIS (EINAUDI): VINCITORE PREMIO CAMPIELLO 2026.



“E di questo presagire, muggire, grugnire, si era nutrita ogni sua alba”.

Il Premio Campiello 2026 è stato assegnato a Marcello Fois per “L’immensa distrazione” (Einaudi).

Il romanzo è piastrellato di descrizioni fascinose e particolareggiate di qualunque aspetto del racconto, vuoi che siano di un corpo, di una personalità, della natura o di un oggetto.

Con stile morbido e boleriano l’Autore accentra la sua narrazione sulla famiglia Manfredini, dai nonni ai bisnipoti unitamente a parenti collaterali, con un pulviscolare profusione di personaggi minori per ruolo ma non per struttura estetica ed interiore.

Il romanzo in qualche modo ricorda il film di Ettore Scola “La famiglia” evocandone dinamiche e peculiarità caratteriali.

Non esistono personaggi buoni e personaggi cattivi ma soltanto personaggi che illustrano una umanità nel mezzo, grigio-chiara o grigio-scura.

È descritta la morte al ritmo della storia, dal nazi-fascismo ai cellulari, con le sonorità psichedeliche dei Pink Floyd.

Un morto che si scopre non morto pur essendo morto: artifizio artistico mirabolante!

“Si manifestò piuttosto nella tranquillità di accettare la moltitudine di errori che in quella breve stagione che era stata la sua esistenza mortale, aveva commesso”.

Le pagine sulla vita vista da un morto che si percepisce accora vivo costituiscono momenti di densa riflessione per il lettore: “Ora non sembrava uno spreco pensare al tempo perso, alle occasioni sciupate, alle frasi non dette, alle attese disattese, alle risposte non date, agli appuntamenti falliti, agli incontri elusi, alle accortezze non escogitate, alle occasioni sperperate, alle riflessioni non elaborate, alle passioni dissipate, ai soldi spesi".

Questo romanzo, credetemi miei cari lettori, è un’autentica occasione per soffermarsi sui alcuni suoi passaggi, e riflettere, ma riflettere sul serio.

Fabrizio Giulimondi

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