domenica 1 novembre 2026

"DIO RIDE" di GIOVANNI VERONESI



Frate Leopoldo da Casamacchia (località che non esiste come non è mai esistito il frate) vive nella metà del 600 nel senese infestato dalla peste.

Frate Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino) ama profondamente Cristo e crede altrettanto profondamente che con il sorriso e il riso si possano conquistare i cuori e le anime delle persone, specie quelle grandemente sofferenti, incluse le donne rinchiuse in posti orribili perché considerate streghe.

Frate Leopoldo da Casamacchia racconta le parabole e i passi evangelici in modo ilare, comico e grottesco. L’Inquisizione, sollecitata da ecclesiastici invidiosi e di poco cuore, appare nelle sembianze del Cardinal Maculani (Silvio Orlando) inviato da Papa Innocenzo X.

Il Cardinal appartiene alla quota più moderata, avveduta e saggia della Inquisizione e non vuole fare alcun male al Frate, trovandosi però innanzi a sé un religioso sì analfabeta, ma di immensa fede e di immenso cuore.

“Dio ride” di Giovanni Veronesi è una pellicola altamente consigliata per la sua narrazione prima gradevole, poi sempre più drammatica per sciogliersi infine nell’orrore.

L’impalcatura del film si regge sulla interpretazione memorabile di Favino e un bravo Silvio Orlando che gli fa da spalla. La graziosa e di animo gentile Contessa Isabella (Alma Noce) chiude un triangolo di reciproca crescita spirituale e di presa di coscienza della oscena brutalità di certa Chiesa.

Sarei curioso di domandare al bravissimo Regista del perché di tante sbavature irrealistiche del racconto, come il normale uso delle braccia nonostante le terribili torture subite.

Fabrizio Giulimondi