Frate
Leopoldo da Casamacchia (località che non esiste come non è mai esistito il
frate) vive nella metà del 600 nel senese infestato dalla peste.
Frate
Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco
Favino) ama profondamente Cristo e crede altrettanto profondamente che con
il sorriso e il riso si possano conquistare i cuori e le anime delle persone,
specie quelle grandemente sofferenti, incluse le donne rinchiuse in posti
orribili perché considerate streghe.
Frate
Leopoldo da Casamacchia racconta le parabole e i passi evangelici in modo
ilare, comico e grottesco. L’Inquisizione, sollecitata da ecclesiastici
invidiosi e di poco cuore, appare nelle sembianze del Cardinal Maculani (Silvio Orlando) inviato da Papa Innocenzo
X.
Il
Cardinal appartiene alla quota più moderata, avveduta e saggia della
Inquisizione e non vuole fare alcun male al Frate, trovandosi però innanzi a sé
un religioso sì analfabeta, ma di immensa fede e di immenso cuore.
“Dio ride” di Giovanni Veronesi è una pellicola altamente consigliata per la sua
narrazione prima gradevole, poi sempre più drammatica per sciogliersi infine nell’orrore.
L’impalcatura
del film si regge sulla interpretazione memorabile di Favino e un bravo Silvio
Orlando che gli fa da spalla. La graziosa e di animo gentile Contessa
Isabella (Alma Noce) chiude un
triangolo di reciproca crescita spirituale e di presa di coscienza della oscena
brutalità di certa Chiesa.
Sarei curioso
di domandare al bravissimo Regista del perché di tante sbavature irrealistiche del
racconto, come il normale uso delle braccia nonostante le terribili torture
subite.
Fabrizio Giulimondi

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