mercoledì 5 dicembre 2012

FABRIZIO GIULIMONDI: UNIVERSITA' DI CHIETI-PESCARA "GABRIELE D'ANNUNZIO"



Ringrazio di vero cuore il Magnifico Rettore Carmine di Ilio e il Senato Accademico per il prestigioso incarico a me conferito quale componente del Nucleo di Valutazione della Università  degli studi di Chieti - Pescara “Gabriele D’Annunzio” in data 1 dicembre 2012.
Fabrizio Giulimondi.

martedì 4 dicembre 2012

"ACCIAIO": IL ROMANZO-IL FILM


Acciaio è un film del 2012 diretto da Stefano Mordini 
Acciaio 
Acciaio” di Silvia Avallone (Rizzoli) è il romanzo Posizionatosi  secondo alla edizione 2010 del premio Strega,  dopo un lungo testa a testa con “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, da cui è stato tratto l’omonimo film di Stefano Mordini.
La versione cinematografica è deludente, forse perché, come dice Niccolò Ammaniti, ogni lettore se ne  costruisce una e, quando va a vedere quella girata da un altro, non assomigliando generalmente  alla propria, ne esce molto critico: la trama, i dialoghi e la stessa ambientazione sono rispettati solo in parte; il tratteggio caratteriale, psicologico e, persino, fisico dei personaggi non corrisponde affatto – o, comunque,  molto poco – a quelli descritti nella fatica letteraria della Avallone.
Il libro, invece, risulta  intrigante, probabilmente in parte autobiografico, anche se non ne condivido alcune basi “ideologiche”.
A.D. 2001. Circola ancora la lira come valuta italiana. Città di Piombino. Dinanzi v’è la tanto desiderata -  dai protagonisti della storia -  ma irraggiungibile Isola d’Elba. Piombino è sede di una leviatanica acciaieria , un monstrum che,  con il suo acciaio, il suo carbone, il suo ferro, la sua ghisa e il caldo insopportabile del suo altoforno,  fornisce lavoro a migliaia di piombinesi, ingoiandone anche la mente e  il cuore.
Nei casermoni anonimi di quartieri senza anima voluti dalle sempiterne giunte rosse vivono due  ragazze quattordicenni. Anna, bruna, riccia, ha un padre, Arturo, che di professione fa il truffatore e scompare per lunghi periodi dalla  vista dei familiari;  la madre, Sandra, il vero caposaldo (ma non troppo) della famiglia, donna capace, attivista appassionata di rifondazione comunista, predica di diritti e solidarietà, ma quando la solidarietà deve praticarla il coraggio viene a mancare. Anna ha anche un fratello, Alessio, operaio della Lucchini (nella pellicola raffigurato come un bravo ragazzo che funge, in assenza del padre, da perfetto capofamiglia),  il bono della compagnia, passa da una ragazza ad un'altra, ma in realtà non ha mai dimenticato il suo vero amore Elena, che se la ritroverà dopo anni ai vertici della fabbrica.
Anna vive al quarto piano del palazzone grigio di via Stalingrado, mentre al terzo abita la bella e bionda Francesca, anche lei quattordicenne, amica sin dall’infanzia di Anna, molto amica di lei: Francesca è innamorata di Anna!
Francesca ha un padre, anche egli operaio presso l’acciaieria, bravo con le mani non solo nel suo lavoro ripetitivo alla catena di montaggio, ma anche a picchiare violentemente la figlia, fino a romperle il naso, fino a riempirle tutto il corpo di lividi, fino a lasciarla esanime per terra:  Enrico non vuole che la figlia diventi una puttanella e, quindi, la annienta nel corpo e nello spirito.
La madre di Anna, Rosa, nativa di un piccolo paese calabrese, non ha mai conosciuto un attimo di gioia e, come ci raccontano le cronache, come tante donne in simili condizioni, non vede e non sente e, nonostante lo pensi, non denuncerà mai il marito. Il marito passerà sì i guai ma per giustizia divina.
Anna e Francesca sono affogate nel “nulla” di una Piombino che è la sua acciaieria e il suo altoforno, dove niente si fa, a parte scopare e farsi le canne e, chi se lo può permettere, pippare cocaina.
 Ad Anna, come è naturale, piacciono i ragazzi, ma altrettanto innaturalmente, si “fidanzerà” (con immediati annessi e connessi) con Mattia, di 21/22 anni (lei ha quattordici anni). Mattia (inevitabilmente operaio), con un passato travagliato, fa parte del gruppetto di amici di Alessio, fra cui spicca per dabbenaggine Cristiano (ovviamente operaio) -  padre inesistente di un figlio (James), avuto dalla quindicenne Jennifer (perché quando si scopa qualche volta il pargoletto ci scappa!) -  che  continua con l’amico Alessio a cazzeggiare  e ad assumere coca.
Anna ha progetti alti, nobili,  Francesca solo di essere amata da Anna  e che il padre muoia. La presenza di Mattia nella vita di Anna   porterà alla rottura del rapporto fra le due, rottura che porterà conseguenze devastanti nelle scelte esistenziali  di Francesca.
Interessanti anche le figure minori del racconto: Lisa, la sfigata, brufolosa e sovrappeso, che avrà il suo momento  di gloria divenendo amica di Francesca al posto di  Anna;  Donata,  sorella di Lisa, sulla sedia a rotelle per una grave invalidità, schivata e schifata da tutti e di cui la stessa sorella si vergogna, eticamente superiore agli altri; Nino, innamorato perdutamente di Francesca e Massi, con cui Anna ha fatto le prime pomiciate;  la cerchia di ragazzine, Sonia e co, il cui unico obiettivo e andare a letto con il più figo di Piombino, il resto è il buio.
L’ ”amicizia” fra Anna e Francesca è qualche cosa di forte e, nonostante il finale tragicamente bello, tingerà di una qualche, anomala, speranza l’epilogo della storia, mentre l’isola d’Elba si avvicinerà al loro orizzonte.
Fabrizio Giulimondi

"UNA FAMIGLIA PERFETTA" DI PAOLO GENOVESE



 Locandina Una famiglia perfetta
Una famiglia perfetta” di Paolo Genovese, con attori italiani  di elevata statura, a partire dal grande Sergio Castellitto, la solita bravissima Ilaria Occhini, che abbiano, fra l’altro,  apprezzato in veste di  nonna in Mine Vaganti, il volto molto conosciuto agli amanti del grande schermo di  Marco Giallini, oltre Carolina Crescentini (fidanzata di  Vaporidis in Notte prima degli esami 2) ed Eugenia Costantini (attrice brava, bella e molto presente da parecchi anni nelle fiction televisive).
Se volete passare un paio di ore veramente serene con la Vostra famiglia – evitando la visione ai più piccoli per la diffusa presenza di parolacce -  Ve lo consiglio caldamente! La pellicola non solo è divertente, brillante e frizzante, ma direi che rasenta la genialità.
La storia racconta della notte di Natale trascorsa da una famiglia unita e felice. Cosa vi è di straordinario? la Vigilia in famiglia è stata raccontata in tanti film italiani ed stranieri, basta pensare a Parenti Serpenti  di Mario Monicelli. La particolarità di “Una famiglia perfetta” consiste nel fatto che nonne, mogli, fratelli, cognate e  figli  sono attori, sì, componenti di una compagnia teatrale, prezzolati per non far passare da solo a “Castellitto” la  festa per famiglie per eccellenza,  recitando chi la parte di sua madre, chi  di suo fratello, chi di sua moglie, chi di sua cognata, chi dei suoi figli.
La “moglie per finta”, però,  dello stravagante padrone di casa (neanche il bel casale in realtà è suo)  è la “moglie per davvero” del suo “inventato fratello “ e, la “ moglie per finta”  di quest’ultimo è “realmente” di lui innamorata,  con le conseguenti inevitabili gheg che hanno  reso famosa la c.d. commedia all’italiana. Le gheg si arricchiscono ulteriormente con l’arrivo non previsto  di un soggetto terzo (Francesca Neri), che è “vera” e non “in parte”, oltre  con le improvvisazioni che irrompono sulla “scena” grazie ad un bastardissimo “Castellitto” che si diverte ai danni della sua “famiglia”, andando spesso  fuori dallo copione dallo stesso  scritto e creando, così,  non poche difficoltà  agli attori-parenti, inesorabilmente impreparati.
Il finale paleserà  allo spettatore che non tutto era una fictio, una immutatio veri, ossia una pura apparenza, falso e inventato.
Vederlo per sapere cosa c’è di vero, per riflettere uno zinzinino, ma, soprattutto,  per ridere…..almeno a Natale!

Fabrizio Giulimondi.

lunedì 3 dicembre 2012

MANDORLE AMARE DI LAURENCE COSSE'

L’immigrata è Fadila ed è la coprotagonista della storia insieme ad Edith, appartenente alla  medio - alta borghesia francese.

         Edith  ha assunto come donna tuttofare Fadila, su richiesta di Aicha, una dei  cinque figli di quest’ultima.
Edith,  intenerita da questa  donna grande lavoratrice, la cui ignoranza della lingua la rende sola, per nulla integrata con il mondo esterno (Radila, secondo i seguaci della ideologia del “politicamente corretto”, non è analfabeta, ma non scolarizzata, come nota in maniera ironica l’Autrice nel riportare un dialogo fra Edith e una “operatrice del sociale”),  abbandonata dai figli, che si limitano a sfruttarla per ottenere da lei denaro e aiuto, decide di impartirle lezioni base  di francese.
Si crea un legame amicale fra le due signore, la cui la comunicazione avviene in un primo tempo  tramite l’insegnamento di fonemi, grafemi, lettere dell’alfabeto, sillabe, dittonghi e parole essenziali, come  il  nome e il cognome della discente e i numeri di cellulare dei suoi figli e delle sue figlie; successivamente con il triste – e frastagliato – racconto della  vita di Radila,  piena di violenza, schiavitù, solitudine e priva del calore di un sentimento sincero.
La narrazione si svolge fra il 2005 e il 2007.
La Cossè non indica mai date ma solo riferimenti di attualità, metodologia espressiva  di particolare interesse: il contenimento particolarmente duro  degli immigrati nord africani da parte della polizia spagnolo-marocchina nella enclave della Spagna in Marocco (2005); la morte dell’Abbé Pierre, il discusso sacerdote cattolico fondatore della Compagnia di Emmaus (22 gennaio 2007); la rivolta nelle balieu parigine (ottobre-novembre 2005);  la elezione di Nicolas Sarkozy (che vinse contro Segolene Royal) a Presidente della Repubblica Francese (16 maggio 2007).
Il finale è inaspettatamente tragico.

Fabrizio Giulimondi

sabato 1 dicembre 2012

IL FILM "ARGO": ASSOLUTAMENTE DA VEDERE!!!



 Locandina Argo
“Argo”, un vero action movie di impronta classica holliwoodiana come non se ne vedevano da molti anni sul grande schermo (l’altro che mi viene in mente è Apollo13), di Ben Affleck con Bryan Cranston, Ben Affleck, Michael Cassidy, Taylor Schilling, la cui visione è obbligatoria per la straordinaria dinamicità, per la tensione che cresce e monta ogni minuto di più sino ad  esplodere negli ultimi minuti, oltre  per i contenuti commemorativi e didattici che ricordano, specie alle nuove generazioni, cosa hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora,  in termini di minaccia per l’Occidente,  le teocrazie islamiche (non dimenticando  che proprio  i questi  giorni il parlamento egiziano sta varando la nuova costituzione -  dopo la c.d. primavera araba -  che assume la sharia come fonte primaria di diritto).
La trama si sviluppa introno agli eventi realmente verificatisi all’interno della ambasciata statunitense a Teheran, capitale dell’Iran (l’antica Persia, dal 1 aprile 1979 denominata Repubblica Islamica dell'Iran a seguito di referendum popolare), nei mesi successivi alla partenza per l’esilio dello  Scià e l’arrivo al potere nel 1979 degli Ayatollah, ossia degli esponenti più importanti del clero sciita (la componente islamica più diffusa in Iran),  e della loro  guida spirituale suprema Khomeyni  ( 1902-1989).
La storia del film si snoda attraverso il  movimento rivoluzionario iraniano, iniziato nel 1978 e poi affermatosi  nel gennaio  del 1979 con la partenza in esilio nella terra d’Egitto dello Scià e  il trionfale ritorno il 1 febbraio a Teheran  dell'Ayatollah Khomeini. Il 22 ottobre 1979 lo Scià di Persia  Mohammad Reza Pahlavi si reca a New York per essere sottoposto ad un trattamento contro un grave tumore che lo assediava. Il 1 novembre 1979 l'ayatollah Khomeini invitò la popolazione a manifestare contro gli interessi degli americani, indicati col nome di "Grande Satana" e di "Nemici dell'Islam".
Il 4 novembre 1979, alle ore 6.30 del mattino, un gruppo di circa 500 studenti  assaltò l'ambasciata degli Stati Uniti nella capitale della neonata Repubblica  (ndr le ambasciate, i consolati e le residenze private degli ambasciatori e dei consoli sono, per diritto pattizio e consuetudinario  internazionale,  territorio extraterritoriale, ossia non appartenenti al territorio dello Stato ove insistono, bensì a  quello di cui essi fanno parte).
Gli occupanti-sequestratori, rabbiosi, spietati e invasati fedeli dell'Islam (che i lingua araba vuole dire Sottomissione), sono efficacemente interpretati nella pellicola, molto simili ai barbuti talebani afgani raffigurati nell'opera letteraria e cinematografica Il cacciatore di aquiloni e nei romanzi Mille splendidi soli e Le rondini di Kabul.
Sei persone tra quelle che al momento dell'attacco si trovavano all'interno dell'ambasciata (circa una sessantina)  riuscirono a fuggire ed a trovare rifugio nella residenza dell’ambasciatore del Canada: il film racconta proprio la loro complessa, pericolosa, ingegnosa e turbinosa liberazione, avvenuta il 28 gennaio 1980,  grazie al coraggio, alle capacità ed all’intuito di un agente della CIA (che per questo ricevette la intelligent star, la più alta onorificenza nei ranghi dei servizi segreti americani) che riuscì ad entrare a Teheran, fingendosi un produttore cinematografico di Hollywood e,  a far scappare dall’Iran i sei, sotto le mentite spoglie di  componenti di una troupe colà giunti solamente in quei giorni, al fine di effettuare un sopralluogo per la realizzazione di un film di fantascienza intitolato Argo (siamo negli anni di Star Wars e Star Trek).
Gli ostaggi dell’ambasciata, dopo 444 giorni di vessazioni di ogni tipo e false fucilazioni (in una Teheran che vedeva ogni giorni decine di vere fucilazioni, veri impiccati penzolanti dalle gru, vere e bestiali torture e vere  -   e  ancora perduranti – abolizioni dei diritti umani, specie delle donne e delle minoranze etniche (pensiamo ai curdi  oggetto di una sorta di genocidio), furono finalmente liberati il 20 gennaio 1981, poche ore dopo l’elezione del nuovo presidente repubblicano Ronald Reagan, dopo la pessima prova data dalla Amministrazione del presidente democratico Jimmy Carter durante tutta la gestione della crisi e, in particolare, dopo il drammatico fallimento dell’operazione militare Eagle Claw il 24 aprile 1980, dove persero la vita anche otto soldati americani.
Argo è candidato all’Oscar e, certamente,  merita di vincerne a profusione!

Fabrizio Giulimondi

giovedì 29 novembre 2012

FABRIZIO GIULIMONDI VI INVITA A

Logo Federazione Unitaria Italiana Scrittori978-88-541-4791-1
Romanzo comunale
I segreti dei palazzi del potere di Roma
di
Umberto Croppi
Newton Compton Editori
Interverranno Marco Palladini,
Francesco Mercadante, Alessandro Occhipinti.
Coordina Rocco Cesareo
4 dicembre 2012 ore 17,00
Roma, piazza Augusto Imperatore, 4 – 00187 Roma

FABRIZIO GIULIMONDI VI INVITA A: "PIU' LIBRI PIU' LIBERI" AL PALAZZO DEI CONGRESSI IN ROMA

Più libri, più liberi 2012
Ormai all’XI edizione Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, unico appuntamento in Europa dedicato all’editoria indipendente, si tiene al Palazzo dei Congressi dell’Eur (Roma) dal 6 al 9 dicembre. 400 espositori, 60mila titoli, 280 appuntamenti in fiera, 140 iniziative in 50 luoghi della città: questi i numeri di una manifestazione che negli anni si è arricchita di contenuti e proposte dal vasto mondo dell’editoria italiana (ma con presenze internazionali), tra letteratura, poesia, fumetti, musica e arti visive.
Protagonisti delle 4 giornate di fiera sono soprattutto gli autori, a cominciare dagli ospiti stranieri: il giornalista investigativo Günther Wallraff, il testimone della crisi greca Christos Ikonomou, le voci emergenti della narrativa di origine africana Moussa Konaté, José Eduardo Agualusa e Yvan Sagnet, tra i tanti. E per restare al panorama italiano, si possono incontrare i grandi della letteratura come Camilleri, Carlotto, Fois, Malvaldi, Maraini; Agamben, Berardinelli, Canfora per la saggistica; Lorenzo Mattotti, Zerocalcare per il fumetto. Anche il cinema e la musica, nel clima di contaminazione tra i generi, sono presenti con Nanni Moretti e Steve della Casa e con i giovani musicisti come Vasco Brondi, Pierpaolo Capovilla, Federico Fiumani.
Tra gli appuntamenti in programma, i convegni e le tavole rotonde sull’editoria e uno spazio per l’impegno civile con il focus sulle mafie, ospite il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.




Più libri più liberi
6 - 9 dicembre
Palazzo dei Congressi – p.le Kennedy 1 (Eur)
giovedì 6 e domenica 9 dalle 10 alle 20; venerdì 7 e sabato 8 dalle 10 alle 21
Ingresso 6 euro; convenzionato (con CartaGiovani, Bibliocard, biglietto Atac obliterato in giornata, METREBUS) 4 euro; ridotto (ragazzi tra 15 e 18 anni e over 65 anni) 3 euro; gratuito (ragazzi fino a 14 anni, visitatori professionali, classi accompagnate da insegnanti, studenti universitari giovedì 6 e venerdì 7).
Fabrizio Giulimondi