sabato 28 febbraio 2015

"NOI E LA GIULIA" DI EDOARDO LEO

Locandina italiana Noi e la Giulia
Noi e la Giulia” non è la classica commediola all’italiana con i canonici volti noti del cinema “leggero” nazionale, ma un film di valore che fa sorridere, ridere, emozionare e pensare.
Edoardo Leo non è solo il bravo attore del grande schermo che conosciamo da anni, ma anche un notevole regista che riesce a sviluppare una trama completa e intelligente in una ambientazione di ampio respiro e grandi spazi.
Il cast è indubbiamente di tutto rispetto.
Edoardo Leo è una mezza cartuccia del mondo dello spettacolo, camerata.
Luca Argentero un controllato ragazzo indirizzato verso una noiosa e scontata vita.
Claudio Amendola (che si scrolla un po’ di dosso i Cesaroni) un compagno anni ’70 tutto fare.
Anna Foglietta una mezza hippy molto incinta.
Stefano Fresi un volumetrico paranoico.
Carlo Buccirosso un camorrista molto poco delinquente.
E poi c’è un casolare che diventa un agriturismo e una vecchia Giulia 1300 seppellita in una fossa.
Quattro falliti che diventano amici che, con l’aiuto di una mezza hippy molto incinta  e di un camorrista molto poco delinquente,  smettono di avere paura e decidono in proprio della loro esistenza, senza farsi dire da nessuno come devono condurla…..e, infine,  innestano la retromarcia.

Fabrizio Giulimondi


martedì 17 febbraio 2015

"LA GUERRA DEI NOSTRI NONNI" DI ALDO CAZZULLO

La guerra dei nostri nonni
La guerra dei nostri nonni” di Aldo Cazzullo (Mondadori) è un saggio storico con taglio giornalistico sulla “Grande Guerra” (la prima guerra mondiale: 28 luglio 1914-11 novembre 1918; dichiarazione di guerra italiana  il 23 maggio 1915) la cui narrazione feroce, impietosa, senza infingimenti, finanche truculenta, invera la realtà di un conflitto che è stato un massacro a causa di vertici militari incapaci e carogne che hanno utilizzato le loro truppe come carne da macello, truppe mandate  - mal equipaggiate e in esecuzione di ordini scellerati e farneticanti  - incontro a morte certa da una monarchia e un governo completamente disinteressati della loro sorte, se non addirittura di essa sprezzanti.
L’impavido, eroico e patriottico onore e valore di giovani soldati e le centinaia di migliaia di loro cadaveri e di loro corpi rimasti sì in vita ma irrimediabilmente devastati, consentirono al Regno d’Italia di sedersi al tavolo dei vincitori: una Italia vittoriosa ma completamente a brandelli, che nel suo grembo aveva già i germi che l’avrebbero condotta al 10 giugno 1940 e alla ineluttabile distruzione finale.
Trincea! Abominevole carnaio di putredine e di feci, che la terra si rifiuta di assorbire, che l’aria infuocata non riesce a dissolvere. La pioggia continua snida dal terreno il puzzo della vecchia orina. Il tanfo di cadavere lo ingoiamo col caffè, col pane, col brodo.”.

Fabrizio Giulimondi.

sabato 14 febbraio 2015

"SELMA-LA STRADA PER LA LIBERTA'" DI AVA DUVERNAY: PREMIO OSCAR COME MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

Locandina Selma - La strada per la libertà
Selma – la strada per la libertà” di Ava DuVernay  racconta uno stralcio della straordinaria esistenza di Martin Luther King (Atlanta, 15 gennaio 1929 – Memphis, 4 aprile 1968), interpretato da David Oyelowo, affiancato da una bellissima Carmen Ejogo nelle vesti della moglie Coretta Scott King (concreto esempio del detto: dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna).
La storia  - ritmata con note e  canti spiritual/rap, fra cui la splendida Glory di John Legend (vincitrice Premio Oscar 2015 come Miglior Canzone Originale) -  si inserisce fra il 1964 (anno in cui Martin Luther King riceve il Premio Nobel per la Pace) e il 1965, durante il quale iniziano le dure battaglie non violente per consentire l’effettivo esercizio del diritto al voto (previsto a livello normativo ma rimasto completamente inattuato negli Stati del Sud) della popolazione nera.
Selma è la città dell’Alabama dove la lotta vede i suoi albori e fra una feroce repressione e l’altra la lunga marcia terminerà a Montgomery, capitale dell’Alabama, dove tutto era incominciato nel dicembre 1955 con il boicottaggio degli autobus. Il Presidente Lyndon Johnson (Tom Wilkinson) il 6 agosto 1965 sigillerà la vittoria firmando  il Voting rights act.
Il film cerca di essere corale, con la comparsa anche ad un certo punto di Malcom X, ma in realtà la figura che si staglia prepotentemente è solo quella di King, ai cui lati destro e sinistro si fanno ben notare la consorte e il Presidente Johnson. Solamente  sullo sfondo si scorge la restante moltitudine dei personaggi.
Da fare vedere nelle scuole.

Fabrizio Giulimondi 

lunedì 9 febbraio 2015

10 FEBBRAIO 2015: FOIBE.....LA COLPA DI ESSERE ITALIANI


Nel ricordo delle migliaia





di italiani giulio-dalmati








buttati vivi e morti nelle foibe slave e friulane 





dai partigiani e soldati comunisti e titini

sabato 7 febbraio 2015

"NON SPOSATE LE MIE FIGLIE!" DI PHILIPPE DE CHAUVERON

Locandina italiana Non sposate le mie figlie!
Commedia gradevolissima, intelligente, divertente e priva di volgarità, “Non sposate le mie figlie!“ del bravo regista Philippe de Chauveron è una delle rare pellicole in circolazione che può essere gustata dalle famiglie.
Cosa succede ad una affiatata coppia borghese francese cattolica e bianca quando tre delle quattro figlie sposano un algerino musulmano, un ebreo di Tel Aviv e un cinese? E se la bellissima e bionda quarta figliola vuole unirsi in matrimonio con un nero ivoriano?
Un intersecarsi incessante di gag, fraintendimenti, incontri e scontri che evidenziano che i pregiudizi e le incomprensioni sono da entrambe le parti, specie quando entra in scena il padre del futuro sposo africano.
Ed è proprio il futuro quarto genero a porre una inevitabile domanda ai suoceri: ”e se aveste avuto una quinta figlia, si sarebbe sposata con un rom?”
Fra Il padre della sposa, Indovina chi viene a cena e Ti presento i meiNon sposate le mie figlie!” assicura una serata esilarante e serena.

Fabrizio Giulimondi





giovedì 29 gennaio 2015

‘’SOUMISSION’’ DE MICHEL HOUELLEBECQ

Certains livres devraient non seulement être lus par tous, mais ils devraient également être obligatoires dans les écoles de tous types et de tous niveaux (avec quelques coupes bien entendu).
«Soumission» (Flammarion Groupe) de l’écrivain Français Michel Houellebecq, dont la vie est désormais blindée depuis la publication de ce livre.
Soumission en arabe se dit ‘’islam ‘’. Parce que islam signifie justement soumission.
Soumission absolue de l’être humain à la volonté de Allah.
Soumission absolue de la femme à la volonté de l’homme.
Soumission absolue du citoyen / du sujet à la volonté du gouverneur théocrate, parce que l’umma est un unicum et il n’y a en aucun cas distinction entre sphère politico-institutionnelle, et celle religieuse-spirituelle.
‘’Soumission’’ est un roman de politique irréelle (mais jusqu’où irréelle ?) L’histoire se déroule à Paris, une ville qui assiste étourdie aux élections du Président de la République et à la lutte électorale, non entre le parti socialiste de Hollande, l’UMP de Sarkozy, et le Front National de Marine le Pen. Mais entre ce dernier et le parti des Frères Musulmans, guidé par le ‘’modéré’’ Mohammed Ben Abbes, qui grâce au soutien de la gauche gagnera le second tour des présidentielles.
Le lecteur troublé, dans une lente angoisse grandissante, découvrira, entre rappel littéraire et philosophique, une narration structurée de manière artistico-archéologique, et une description pornographique ponctuelle, très détaillée, presque excessive, des péripéties sexuelles du protagoniste.
Qu’arrivera-t-il à la société française? A la société belge? On le découvrira fatalement dans les dernières pages du livre, le futur de l’Europe : ‘’…C’était donc l’Islam qui avait aujourd'hui repris le flambeau…L'Eglise catholique était devenue incapable de s'opposer à la décadence des mœurs… Il fallait se rendre à l'évidence : parvenue à un degré de décomposition répugnant, l'Europe occidentale n'était plus en état de se sauver elle-même’’.
 Bonne lecture!
Fabrizio Giulimondi





venerdì 23 gennaio 2015

"SOTTOMISSIONE" DI MICHEL HOUELLEBECQ



Ci sono libri che non solo andrebbero letti da tutti ma dovrebbero essere resi obbligatori nelle scuole di ogni ordine e grado (seppur con qualche “taglio”).
“Soumission” (Bompiani) dello scrittore francese Michel Houellebecq, la cui vita ora è blindata dopo la pubblicazione di questo libro.
Soumission” in italiano si traduce “sottomissione” e in lingua araba “islam”, perché islam vuole dire sottomissione.
Sottomissione assoluta dell’essere umano alla volontà di Allah.
Sottomissione assoluta della donna alla volontà dell’uomo.
Sottomissione assoluta del cittadino/suddito alla volontà del governante teocratico, perché la umma è un unicum e non v’è distinzione fra sfera politico-istituzionale e quella religioso-spirituale.
“Soumission” è un romanzo fanta-politico (ma quanto fanta?) ambientato in una Parigi che assiste stordita alle elezioni del Presidente della Repubblica ed allo scontro elettorale, non fra il Partito Socialista di Hollande, l’UMP di Sarkozy e il Front National di Marine Le Pen, ma fra quest’ultimo e il partito dei Fratelli Musulmani guidato dal “moderato” Mohammed Ben Abbes, il quale, grazie all’appoggio della gauche, vincerà il secondo turno delle presidenziali.
Il lettore, con insinuante e lenta angoscia e turbamento, scoprirà, fra un richiamo letterario e filosofico, una narrazione artistico-archeologica e una puntuale, dettagliata quanto eccessiva  descrizione in chiave pornografica delle peripezie sessuali del protagonista, cosa accadrà alla società (ex giacobina) transalpina, poi a quella belga, per  intravedersi, fatalmente, nelle crepuscolari pagine conclusive, il futuro dell’Europa:“…era dunque l’islam, oggi, ad aver preso il testimone. A furia di moine, smancerie e vergognosi strofinamenti dei progressisti, la chiesa cattolica era diventata incapace di opporsi alla decadenza dei costumi….Bisognava arrendersi all’evidenza: giunta a un livello di decomposizione ripugnante, l’Europa occidentale non era più in grado di salvare se stessa…”
Buona lettura!
Fabrizio Giulimondi