"Qualche volta, per decretare la gogna
pubblica, basta l'accusa di essere stati troppo comprensivi verso un'altra
vittima di processi sommari.".
Dopo
la perla "Fermare Pechino"
- anch'essa da me recensita - Federico
Rampini ci dona un diamante: "Suicidio
occidentale. Perché è sbagliato processare la nostra storia e cancellare i
nostri valori" (Mondadori).
Sono
anni che la saggistica di Destra denuncia una deriva suicidaria dell'Occidente,
ma la provenienza dell'Autore dal mondo italo-statunitense progressista, liberal e di Sinistra rende l'accusa
ancora più dirompente, incisiva e inappellabile.
Il
titolo si inserisce nel binario letterario che origina ne "Il tramonto
dell'Occidente" di Oswald Spengler (1911-1922), per transitare lungo "Il
suicidio dell'Occidente" di James Burnham (1964).
Rampini è duro, tagliente, puntuale,
senza infingimenti, "senza-pelle", corroborando con autorevolezza il
suo periodare con dati, citazioni erudite e rilevazioni statistiche.
Negli States, specie in quelli a guida
democratica, non esiste più la libertà di parola e di pensiero e la violazione
dei canoni non scritti del sistema ideologico e tirannico del "Politicamente
Corretto" comporta l'immediata espulsione del reietto dalla società, una inestinguibile
damnatio memoriae, sino, anche, al suicidio.
Il web potenzia il tutto. Lo stato di
diritto è cancellato. Le università, le redazioni dei giornali, i luoghi di
lavoro, i centri culturali e dello spettacolo sono dominati - e oppressi - dai liberal, che di liberale non hanno proprio
nulla. Se non la pensi come loro devi essere gettato dalla Rupe Tarpea: la
differenza dai romani consiste solo nel fatto che lo facevano veramente....ma
del "ìdoman non v'è certezza.
"Si possono fare a pezzi l'istituzione della
famiglia, la distinzione di ruoli sessuali, il rispetto verso gli anziani o
verso il patrimonio culturale dell'Occidente. Ma non si può tagliare un albero.":
è il nuovo paganesimo, quello dell'ambientalismo apocalittico di Greta e
dell'animalismo nel quale gli animali vengono prima degli esseri umani.
Il
saggio è micidiale, un'autentica bomba atomica (metaforicamente parlando, visti
i tempi) che spalanca le porte alla verità e si propone di mettere in allarme
gli europei, che si sono posti sullo stesso piano inclinato verso una tirannide
che si ammanta di una democrazia fittizia.
Quello
a stelle e strisce è un sistema orwelliano in cui devi frenarti un attimo prima
di pronunziare vocaboli o esprimere pensieri "leggerissimamente" non
conformi al "Pensiero unico" stabilito dal "capitalismo adattivo",
dai grandi gruppi finanziari e da pochi danarosi tecnocrati che governano sulla
politica, gli atenei ed i quotidiani. La conseguenza è un "fine pena
mai", essendo il Politically Correct
una religione che sconosce il perdono.
L'uomo
bianco è colpevole di ogni infamia a prescindere e le minoranze etniche e
sessuali devono prevalere ovunque, nel lavoro e negli studi, perché sono esenti
da ogni macchia, paradigmi sociali ed etici per tutti gli abitanti della Terra,
esempi di virtù per una armoniosa pacifica convivenza.
Rampini compie un lavoro di
cesello operando la propria ricerca anche su un piano storico, sociologico,
piscologico, massmediatico, semantico e politologico: un lavoro senza pietà e a
tutto tondo.
"L'establishment è felice di promuovere per
cooptazione un'élite di afroamericani .....e disprezza quei bifolchi razzisti
degli operai bianchi i cui figli non possono andare all'università. Promuovere
l'agenda dei transgender, imporre l'uso di nuovi pronomi neutri o plurali dà
una visibilità enorme allo zero virgola qualcosa per cento della popolazione e
zittisce i «senza laurea» con
tutti i loro pregiudizi osceni, i loro bisogni sociali, le diseguaglianze e le
ingiustizie sofferte.".
Fabrizio Giulimondi