lunedì 22 gennaio 2024

"LIBERI DI SCEGLIERE" di GIACOMO CAMPIOTTI

 


Liberi di scegliere” di Giacomo Campiotti, è un film liberamente ispirato alla vita del giudice Roberto di Bella (uno straordinario Alessandro Preziosi interpreta la toga Marco Lo Bianco), prima Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, poi di Catania.

Di Bella fu il primo magistrato che decise di rompere i legami familiari fra i figli dei boss e le loro famiglie adottando provvedimenti di sospensione o decadenza dalla potestà genitoriale.

Dal 2012 quaranta ragazzini sono stati salvati così.

Dal 2012 madri e mogli sono state salvate così.

È un’opera sulla solitudine di chi, nel decidere, rifiuta di adeguarsi alla stantia reiterazione di decisioni. Quello del protagonista è coraggio vero, non avendo nulla a che fare con le locuzioni “virilità” o “coraggio” con cui si traduce l’etimo greco della parola 'Ndrangheta: andraghatía.

Le decisioni che contano comportano sofferenza, dolore e audacia: il vero audace è colui che, pur avendo paura, va avanti lo stesso.

Il futuro si cambia con le decisioni di chi non si adegua, di chi, pur pieno da mille timori, non si ferma.

L’appartenenza alla 'Ndrangheta (con un fatturato mondiale annuo di 53 miliardi di euro) non è una scelta ma una eredità; è contrapposizione fra un’accezione degenere di famiglia e lo Stato; è vincolo di sangue che sparge sangue.

La famiglia Tripodi è una 'Ndrina e tutti i suoi componenti o sono morti ammazzati o stanno in galera, anche al 41 bis. Non vi sono vie di scampo, né di fuga, non v’è alcuna scelta né autonomia decisionale.

Il film si incentra su quelle scelte, sulle alternative alla vita da ratti dei miliardari capi mafia, sulla libertà e la libertà di scelta.

Giovanni Tripodi aveva intenzione di cambiare vita ma il sangue infetto dalla “mafiosità” ha prevalso. Il fratello Domenico il cambiamento lo compie, con la sorella Teresa.

Il cambiamento è travaglio, dolore, presa di coscienza, pianto, liberazione. Il bagno in mare di Domenico con i suoi compagni di comunità è una esplosione liberatoria di gioia e di un nuovo senso della propria esistenza, scena ben lontana da quella plumbea di “Gomorra”.

È un lavoro cinematografico sulle mine vaganti, su come inceppano il sistema e lo fanno impazzire, al pari di cellule portatrici di molecole che invece di fare ammalare l’organismo lo sanano.

Liberi di scegliere” mostra senza infingimenti la tragedia di essere madri, mogli, figli e figlie di mafiosi, descrivendo la forza centrifuga che vorrebbe farli fuggire, costretti invece a rimanere dalla forza centripeta della Terra e della famiglia. Lo spettatore vive questo dramma e avverte la potenza evocatrice di parole come scelta, libertà, alternativa, cambiamento, vita da fogna che muta in vita piena, che sa dell’odore della stazione e del treno che porta verso nuovi orizzonti e dell’abbraccio di due fratelli che hanno un sorriso, finalmente autentico e non più chimico, dipinto sul viso.

Fabrizio Giulimondi